Dogana, nessuna data per l’inaugurazione. Perrotta: “Non ha senso aprire e poi chiudere”

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La Dogana resta ancora senza una data certa di inaugurazione. Dopo due rinvii consecutivi, il primo legato all’allerta meteo e il secondo al mancato completamento dei lavori per l’attivazione dell’ascensore, la storica struttura cittadina continua a vivere una fase di incertezza anche sul fronte della futura gestione. A fare il punto, nel primo pomeriggio, è stata la commissaria prefettizia di Palazzo di Città Giuliana Perrotta, intervenuta al convegno promosso dall’Ordine degli Architetti dal titolo “Ricostruire l’antico, posizioni e questioni aperte. La Dogana dei grani di Avellino: un modello di pensiero, un laboratorio di lavoro”. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente dell’Ordine degli Architetti PPC di Avellino Vincenzo De Maio, il direttore emerito di Domus Nicola Di Battista e Giovanni Multari, docente universitario e progettista del restauro della Dogana, curato dallo studio Corvino+Multari.

Perrotta ha definito il convegno “un momento di riflessione su quanto è stato fatto”, aggiungendo che nei prossimi giorni ci sarà “un’ulteriore riflessione su quello che si farà”. Il nodo principale resta quello dell’affidamento della struttura, questione che l’amministrazione commissariale aveva inizialmente immaginato di risolvere coinvolgendo le associazioni del territorio. “Avremmo voluto affidarla alle associazioni del posto ma i tempi si sono accorciati”, ha spiegato la commissaria, sottolineando come siano arrivate anche diverse sollecitazioni a rinviare questa decisione alle future amministrazioni ordinarie. Da qui la scelta di fermarsi, anche in considerazione della prossima scadenza del mandato commissariale e delle elezioni amministrative attese tra meno di due mesi.

Non è escluso, dunque, che possa essere il nuovo sindaco a tagliare il nastro della riapertura. Ma prima, ha chiarito Perrotta, bisognerà completare tutte le attività necessarie per la messa in funzione dell’ascensore. “Stiamo valutando quando si potranno terminare tutte le attività, perché senza l’abbattimento delle barriere architettoniche una struttura non può essere funzionante. Inoltre non ha senso fare un’inaugurazione e poi una conseguente chiusura”, ha affermato.

Tempi ancora più lunghi, invece, per le statue della facciata. Su questo fronte, la commissaria ha evidenziato che sarà necessario procedere con il restauro in collaborazione con la Soprintendenza e reperire le risorse necessarie.