Quattordici arresti all’alba di oggi. L’operazione è collegata al caso di Nicola Panaro, uno dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia nonché elemento di spicco del gruppo Schiavone dei Casalesi, che anche quando ricercato non si è fatto mancare vacanze di piacere con la famiglia. A sostenere il boss, arrestato nel 2010, anche una maestra. La docente Giuseppa Giovanna Romano di Aiello del Sabato avrebbe messo a disposizione di Panaro la sua villa con piscina, a San Nicola Arcella (Cosenza). La villa, secondo gli inquirenti, sarebbe stata utilizzata dal latitante per festeggiare il Capodanno 2010 insieme alla famiglia. Le indagini, culminate nelle quattordici ordinanze di custodia in carcere emesse dalla Dda di Napoli ed eseguite dal Comando dei Carabinieri di Casal di Principe, sono state condotte dai pm Giovanni Conzo, Cesare Sirignano, Antonello Ardituro e Catello Maresca, coordinati dal procuratore aggiunto Franco Greco. Secondo quanto emerso dalle indagini, anche un ecclesiastico avrebbe scritto diverse lettere di incoraggiamento indirizzate a Panaro, rendendosi disponibile ad aiutarlo in qualsiasi modo e garantendogli il suo apporto morale e materiale. Per i due e per altre dodici persone a vario titolo sono finite agli arresti.
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