Dissesto idrogeologico, approvata mozione D’Agostino-Matarrese

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Su iniziativa di Angelo D’Agostino, componente della Commissione Ambiente di Montecitorio, e dell’onorevole Salvatore Matarrese, la Camera dei Deputati ha approvato una mozione che impegna il Governo a considerare la difesa idrogeologica una priorità per il Paese. Il dispositivo, originariamente presentato dai deputati di Scelta Civica, durante la seduta di ieri è stato accorpato alla mozione di maggioranza che ha ottenuto il via libera dall’Esecutivo rappresentato in Aula dal sottosegretario di Stato per l’ambiente e la tutela del territorio, Marco Cirillo.
“Il fenomeno del dissesto idrogeologico – scrivono i deputati – rappresenta un problema estremamente diffuso nel nostro Paese che risulta soggetto a rapidi e periodici processi che ne alterano il territorio e producono conseguenze spesso devastanti. Gli effetti del dissesto incidono sia sulla perdita di vite umane e provocano evidenti alterazioni ambientali e dei territori che si ripercuotono su tutte le attività dell’uomo, con rilevanti danni per le comunità colpite.”

Tale rischio – aggiungono – è “in gran parte imputabile all’azione dell’uomo nella trasformazione ed edificazione dei territori. La densità della popolazione, la progressiva urbanizzazione, l’abbandono dei terreni montani, l’edificazione in aree a rischio, il disboscamento e la mancata o carente manutenzione dei corsi d’acqua e dei versanti e pendii a rischio di instabilità hanno sicuramente aggravato la situazione e messo ulteriormente in evidenza la fragilità del territorio italiano, aumentandone l’esposizione ai rischi di dissesto”.

“I pericoli per la popolazione italiana – rimarcano i parlamentari – sono evidenti se si osserva l’andamento dei fenomeni di dissesto verificatisi negli ultimi cinquanta anni. L’analisi del documento di studio in materia prodotto da Ance e da Cresme evidenzia un progressivo aumento del rischio per la popolazione dovuto all’espansione urbana, che ha interessato tutta l’Italia in maniera rilevante a partire dal dopoguerra e che ha determinato l’antropizzazione anche dei territori più fragili dal punto di vista idrogeologico.”

Una realtà, questa, che stride con i dati indicati da D’Agostino e dagli altri deputati, secondi i quali “le risorse del Piano Cipe delle opere prioritarie, destinate, tre anni fa, alla riduzione del rischio idrogeologico (circa 2 miliardi di euro, compresi i relativi cofinanziamenti regionali), risulterebbero impegnate per meno del 10 per cento”.

Ora, a seguito dell’approvazione della mozione, il Governo è chiamato “ad individuare, in tempi brevi, soluzioni efficaci, anche di tipo normativo, che possano, nell’ambito di un piano strategico nazionale di intervento finalizzato alla riduzione del rischio idrogeologico, garantire agli enti locali la possibilità di destinare risorse nei bilanci per gli investimenti necessari a garantire la sicurezza e la qualità della vita dei cittadini tramite la messa in sicurezza delle scuole ed interventi di manutenzione dei territori e dei corsi d’acqua, anche prevedendo di escludere queste risorse dal patto di stabilità interno.”

L’Esecutivo, inoltre, dovrà “procedere in tempi rapidi all’attuazione dei lavori relativi al piano nazionale per la sicurezza e la manutenzione del territorio, cosiddetto « piano Clini », elaborato dal Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio, affinché sia possibile programmare interventi in una logica integrata ed unitaria di gestione e di semplificazione tra competenze e responsabilità dei vari enti preposti, investendo i previsti 1,2 miliardi di euro all’anno per 20 anni con certezza di risorse in termini di stanziamento e spesa.”

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