Dissesti idrogeologici in Irpinia, Primavera Meridionale: “Si stava meglio quando si stava peggio”

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Riceviamo e pubblichiamo:

Eugenio Musto, dirigente di Primavera Meridionale e responsabile dipartimento “Famiglia e Lavoro”: “E’ proprio il caso di dirlo, si stava meglio quando (dicevano) si stava peggio.
E non è un’osservazione nostalgica rispetto ad una era – soprattutto quella della prima Repubblica – che non mi può appartenere, per ovvie questioni anagrafiche, ma, semplicemente, la constatazione di una involuzione tangibile per quanto riguarda l’aspetto programmatico e fattuale di una res amministrativa gestita, per lo più, alla meno peggio.

Certo, non si possono addossare tutte le colpe all’attuale amministrazione provinciale, anch’essa figlia di quella fallimentare intuizione che fu il prodotto dell’allora mieloso connubio tra Renzi ed il PD, e che portò le province dall’essere cosa del popolo al diventare “cosa loro”; ma bisogna ammettere che prima del 2016 le cose andavano di gran lunga meglio. Questo perché vi era un filo diretto tra chi – eletto davvero – era chiamato a lavorare per il territorio, stimolato costantemente ad assolvere al ruolo per cui era stato deputato, ed il territorio stesso.

Le drammatiche conseguenze dovute alle avversità climatiche che hanno visto la cittadina di Montella – ma non solo – soccombere alla cruda e feroce natura potevano essere sicuramente contenute se solo si fosse agito in tempo ed in maniera programmatica. Perché la questione di Montella segue a tante altre testimonianze di mala gestione che sanciscono una inopinabile bocciatura nei confronti di un fare politica che cerca di arginare i danni invece di evitarli o tentare di farlo. La madre di ogni problema è la mancata manutenzione preventiva e costante.”

Il dott. geologo Ciriaco Pisano, attivista di Primavera Meridionale: “Comprendo le problematiche inerenti all’aspetto finanziario, ma non c’è un solo tratto di strada dell’intera provincia irpina che non abbia bisogno di controllo e di manutenzione continua che, puntualmente, non viene programmata né eseguita a dovere. Perché questo modus operandi che vaglia esclusivamente la possibilità di rattoppare, quando bisognerebbe intervenire con convinzione ed in maniera decisa, non è certamente la soluzione.

Frane e dissesti, insieme ad altre calamità di minore o maggiore entità sono, ormai, sempre più frequenti ed i danni, sempre più ingenti, rappresentano l’incapacità o la mancanza di volontà della parte politica di sottoporre un territorio ormai disastrato ad una vera e seria attività manutentiva, che sia confermata nel tempo. Ricordo la figura del cantoniere, che monitorava puntualmente ed in maniera efficace ogni tratto di strada, in modo da prevenirne efficientemente ogni condizione eventualmente problematica. L’attività quotidiana cantoniera ha fatto sì che per decenni ponti, dighe, strade e versanti fossero custoditi e protetti.”