Diener e Porta presentano il Maccabi: “Non ci spaventano più”

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Avellino – Cresce l’adrenalina in casa Scandone per il big match di domani contro il Maccabi Tel Aviv, il primo vero punto di svolta della stagione. Una vittoria metterebbe gli irpini in piena corsa per un posto nelle Top16, un successo di 8 o più punti permetterebbe addirittura di ribaltare la differenza canestri e quindi di portarsi ulteriormente in vantaggio contro i ‘gialli’ d’Israele. Ma i cestisti di Tel Aviv non verranno certo in Irpinia per recitare la parte dell’agnello sacrificale, anzi. Con il ritorno in panchina del santone Pini Gershon, che proprio con il Maccabi ha vinto due volte l’Eurolega, gli ospiti sperano di ritrovare subito il feeling con le vittorie e con il bel gioco. E a quanto pare si sono anche scatenati sul mercato offrendo un contratto da nababbo ad Anthony Parker, ora stella di Toronto e ‘uomo’ di Ghershon nella sua precedente incarnazione europea. Un match che stando alle premesse dovrebbe assicurare spettacolo: da una parte il glorioso Maccabi che vuole risalire sul suo trono, dall’altra una Scandone che contro Siena è apparsa decisamente in palla e finalmente ‘allineata’ con la pallacanestro di coach Zare Markovski. “E’ vero conferma il playmaker Antonio Porta pian piano stiamo tutti prendendo familiarità con il sistema del coach e ognuno di noi si sta ritagliando i propri spazi e i propri minuti. Con una panchina così lunga e tanti impegni ravvicinati per la squadra è fondamentale che ognuno trovi subito la sua identità all’interno del team. E le ultime prestazioni, da questo punto di vista, sono decisamente incoraggianti. Personalmente – ha continuato – so di non aver disputato delle partite brillanti in passato ma anche io, come il resto dei miei compagni, sto trovando la mia dimensione”. Effettivamente l’italo-argentino contro Milano ha dimostrato di poter essere una più che discreta riserva e anche contro Siena, quando è stato chiamato in campo, ha risposto presente con una tripla pesantissima. Il numero di palle perse prodotte dalla squadra quando lui è sul parquet si è ridotto, diretta conseguenza del fatto che Porta si sta ‘ambientando’ sempre di più nel gioco a metà campo dell’Air, evitando di lanciarsi in frettolose transizioni. Inoltre tutti conoscono Porta per essere un buon difensore: la sua abilità sarà messa a dura prova proprio domani quando si troverà contro Carlitos Arroyo, il portoricano tutto pepe giunto in Israele direttamente dall’Nba. “Tel Aviv ha davvero tanti giocatori di livello – spiega – ma tutti sappiamo chi è Arroyo: un playmaker eccezionale, pericolosissimo sia per il suo tiro che per la sua visione di gioco. Limitare lui sarà fondamentale. Il trucco? provare a mantenere il ritmo basso: loro ancora non giocano benissimo e cercano sempre di correre. Inoltre, se da un lato il cambio di allenatore ha dato nuove motivazioni, dall’altro è indice di una certa difficoltà di gioco”. Intanto, buone nuove arrivano proprio dal ginocchio di Porta, che pare stia gradualmente tornando a posto. “Con il ginocchio va molto megilio – dice – e per questo devo ringraziare tutto lo staff medico che è sempre a disposizione. Purtroppo è un problema che mi trascino da diverso tempo, anche perchè ho affrettato il recupero in estate per poter essere arruolabile per le Olimpiadi con l’argentina. Aggiungiamoci un’estate faticosa, i lunghi viaggi, le partite ogni tre giorni…il tempo per rimettermi in sesto è stato davvero poco”.

A dire la sua sull’incontro di domani è stato anche Drake Diener. L’ex Capo d’Orlando figura tra quelli che hanno maggiormente impressionato contro Siena. Attitudine a rimbalzo, passaggi intelligenti, buone letture, tanta grinta e finalmente dei bei tiri puliti, piedi per terra e con spazio. Diener non è più ‘soltanto’ uno scorer con 20 punti a sera nelle mani, ma un cestista completo sia in attacco che in difesa, dove si sta confermando in grado di marcare dall’ ‘uno’ al ‘tre’ avversario. E a lui questo cambiamento non dispiace affatto. “Qui c’è tanta gente che può segnare – spiega – per me l’importante è fare il lavoro più utile per la squadra. Ovviamente sono rimasto deluso dalle mie percentuali da 3, che credo siano il frutto di una cattiva selezione di tiro. Ora che stiamo trovando la chimica giusta riesco ad avere degli ottimi tiri e non posso che esserne felice. Ma se mi si chiede di andare a rimbalzo o di portar palla per me non ci sono problemi, perchè so che alle mie spalle ci sono altri 4 cestisti forti in grado di segnare e di darmi una mano”. Anche lui, come Porta, attribuisce gran parte dei miglioramenti collettivi alla maggiore fluidità che c’è in campo. Fluidità ottenuta perchè tutti stanno entrando nei meccanismi di Markovski che, vista la loro complessità, per alcuni non sono sempre facili da digerire.
Ma la vera novità, a detta di Diener, è nella concentrazione e determinazione della squadra, che ha imparato dagli errori commessi contro squadre di medio-bassa classifica.
“Se avessimo giocato contro Ferrara e Biella come contro Siena – ammette – a quest’ora avremo almeno 4 punti in più in classifica. Non posso dire se abiamo sottovalutato gli impegni di campionato, ma sicuramente abbiamo imparato molto da queste sconfitte. E contro la Montepaschi abbiamo visto che se giochiamo al massimo delle nostre potenzialità non dobbiamo temere nessuno. Le statistiche sono una conseguenza di questo, a partire dalle percentuali di tiro fino ad arrivare alla diminuzione delle palle perse, il nostro vero grande problema. Contro il Maccabi – conclude – dovremo scendere con la stessa ‘testa’ con la quale abbiamo affrontato Siena. Fisicamente e mentalmente le energie ci sono, il resto sta a noi. Sappiamo che è una partita da vincere a tutti i costi e tenteremo imporci sin da subito. Poi, se nei minuti finali ci renderemo conto che possiamo anche ribaltare la differenza canestri, ci proveremo senza timori. Il nostro approdo alle top16 passa soprattutto da qui”.

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