Di Cecco:”Non voglio retrocedere, aggrappiamoci alla nostra dignità”

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“Gente che lotta”: è stato questo il monito dei tifosi in diverse uscite di questa stagione. Ed uno di quelli che ha sempre accolto questo grido è stato Mimmo Di Cecco. Lui che la serie B l’ha conquistata sul campo e che ha dovuto convivere dall’inizio della stagione con una fastidiosa pubalgia non vuole perderla. Il centrocampista di Lanciano nonostante le difficoltà e le speranze di salvezza ormai ridotte al lumicino non abbandona il sogno della permanenza in B, non ammaina la bandiera l’abruzzese che è pronto dopo la squalifica a riprendersi una maglia da titolare: “Ci giochiamo tutto e questa volta senza alcun margine di errore, perché sappiamo che se non viene conquistata l’intera posta in palio il ritorno in C è sicuro”. La città è arrabbiata, i tifosi delusi per le ultime due uscite contro Cesena e Triestina che hanno compromesso notevolmente la rincorsa all’obiettivo: “La rabbia è sicuramente tanta. Non credo che solo i tifosi siano delusi da questa situazione. Noi ci giochiamo la dignità, ma soprattutto c’è la volontà di dimostrare di non essere quelli delle ultime partite. Una retrocessione farebbe male alla piazza, ma anche per noi calciatori non è mai bello perdere un torneo. Nessuno vuole buttare questa stagione ed io in modo particolare perché annullerei di fatto la splendida cavalcata dello scorso anno. In due gare non posso cancellare il bel ricordo della vittoria con il Foggia”. Ancora una volta anche l’ex capitano del Chieti conferma la mancanza di un leader all’interno della squadra: “Mancano 180’ minuti al termine della stagione, sappiamo che al San Nicola non possiamo sbagliare. Purtroppo, quest’anno non abbiamo avuto un calciatore che nei momenti più duri abbia preso la squadra per mano. Non ci sono quegli elementi carismatici in grado di dire la parola giusta. La passata stagione c’era Biancolino. Mi ricordo che mi tremavano le gambe nella gara con il Taranto e nella ripresa andai a mille. Nessuno di noi vuole buttare il campionato, siamo consapevoli dei tanti sacrifici che abbiamo fatto”. Il numero quattro della formazione biancoverde carica il gruppo: “Dimostriamo di essere una squadra. Da parte mia difenderò sempre lo spogliatoio. La voglia di lottare c’è. Tutti quando vanno in campo danno il massimo. Ora come ora bisogna aggrapparsi alla dignità di ognuno di noi per raggiungere l’impresa. Molte volte non siamo stati in grado di reggere le pressioni, nei momenti importanti non siamo riusciti a dare quello che volevamo. A Cesena per esempio la squadra per dieci undicesimi era la stessa che aveva battuto il Pisa, non è possibile che in sette giorni ci si possa essere dimenticati come si gioca a calcio”. Un torneo in cui vista la mediocrità i lupi si sarebbero potuti salvare senza alcun problema: “Bisognerebbe partire dal 17 giugno, quando io sono arrivato e non sapevo nemmeno chi sarebbe stato l’allenatore. Comunque per quello che è successo nelle ultime sfide è soltanto colpa nostra”.
(di Sabino Giannattasio)

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