Dentro il neonazista Ordine di Hagal: dal Vicepresidente di Montoro ai giovani indottrinatori irpini

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Dall’educazione al neonazismo fino all’addestramento militare e paramilitare: l’associazione sovversiva neonazista conosciuta come l’Ordine di Hagal finisce nuovamente al centro di un’inchiesta della Procura di Napoli. Perquisizioni a raffica sono state eseguite dalla Polizia di Stato tra Napoli, Caserta, Avellino (Ufficio Digos diretto dal Vicequestore Vincenzo Sullo), Siena, Roma, Torino, Ragusa, Lecce e Ferrara, nel corso delle quali gli agenti della Digos e della Direzione Centrale Polizia di Prevenzione – Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno hanno sequestrato armi giocattolo (da soft air) modificate per diventare letali (come un lancia granate), simboli nazionalsocialisti, una copiosa letteratura su Hitler, abbigliamento tattico militare e altre attrezzature sulle quali sono in corso accertamenti.

Le perquisizioni riguardano decine di presunti adepti dell’Ordine, tra loro anche giovanissimi che tuttavia non risultano iscritti nel registro degli indagati. I nomi che spiccano di più sono quelli di Maurizio Ammendola, 40 anni di Maddaloni, e Michele Rinaldi, 46enne di Montoro, ritenuti dagli inquirenti rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Ordine. I due sono dediti – soprattutto sul web – a campagne di apologia del fascismo, negazionismo della Shoah e incitazione all’odio razziale e all’antisemitismo. Rinaldi risultata anche titolare di un account Instagram, a nome Michael Lewboski, nel quale si rilevano post di eloquente contenuto neonazista e antisemita, oltre a mostrare orgogliosamente la tessera dell’Ordine di Hagal.

Le teorie negazioniste della Shoah venivano illustrate ai proseliti attraverso incontri “in presenza” e via social su WhatsApp e Telegram, chat tenute sotto controllo dalla Polizia Postale. “6 milioni è solo un numero della Kabala ebraica ed è solo uno straordinario raggiro e alibi per poter dominare senza ostacoli la cultura e l’economia mondiale grazie a essa” e ancora “Un popolo che permetta ad altri non appartenenti alla propria razza di vivere al suo interno perirà, in quanto l’inevitabile risultato dell’integrazione razziale è il matrimonio razzialmente misto, che distrugge le caratteristiche e l’esistenza di una razza”.

Come detto sono tanti anche i giovanissimi che hanno subito perquisizioni: tra loro un 20enne di Avellino e una 28enne di Pietrastornina. Quest’ultimi, seppur non indagati, risulterebbero indottrinatori dell’Ordine.

Associazione con finalità di terrorismo anche internazionale o di eversione dell’ordine democratico e propaganda e istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale etnica e religiosa sono solo alcuni dei reati contestati.