Avellino – La Margherita ‘alternativa’ caccia le spine decisa a contrapporre alla candidatura di Giuseppe De Mita quella dell’ex assessore al Bilancio all’Ente Provincia con presidenza Maselli- Pasquale Volino, indicato da poche ore come nome di punta della mozione Democraticamente insieme. Intanto stringono i tempi congressuali, come pure l’avvio della costruzione del Partito Democratico, in linea con le deliberazioni assunte a livello nazionale. “Accettiamo con convinzione -si legge nella nota della mozione di cui è leader l’ex numero uno di Palazzo Caracciolo, Franco Maselli– la sfida di un partito nuovo che sappia esaltare le tradizioni”. E, contrariamente all’autoreferenzialità che, secondo gli esponenti della mozione, starebbe connotando la Margherita, in particolare nella provincia irpina, il Pd dovrà invece “nascere dall’incontro fra culture politiche presenti nella società che vogliono offrire risposte avanzate agli interrogativi che pone il futuro”. Perché: “La politica oggi deve dimostrare di saper governare”. “Partecipiamo, dunque, al Congresso provinciale offrendo una nostra candidatura anche per affermare l’esigenza di una discontinuità (…). E, contestualmente, vorremmo che chi guiderà la Margherita, sia pure nella fase transitoria verso il Pd, dichiari esplicitamente l’impegno per la costruzione del nuovo soggetto politico”. Di qui un elenco di regole e obiettivi “per favorire una stagione di partecipazione e di responsabilità”: coinvolgimento di iscritti e simpatizzanti sulle questioni più significative attraverso primarie e referendum propositivi; applicazione delle proposte contenute nell’ultima Finanziaria (indipendentemente dalla sua approvazione) circa il divieto per amministratori e consiglieri comunali e provinciali di ricoprire incarichi ed assumere consulenze presso Enti ed Istituzioni dipendenti o comunque sottoposte al controllo ed alla vigilanza degli Enti territoriali e la riduzione a tre dei componenti dei Consigli di Amministrazione; eliminare tutti i casi di due o più incarichi ricoperti dalla stessa persona e fissare l’incompatibilità tra incarichi di partito e, quindi, di indirizzo politico, e quelli amministrativi o di gestione all’interno di Enti ed Istituzioni; divieto per i dirigenti di partito di qualsiasi livello di ricoprire incarichi di consulenza negli Enti di Servizio e di Gestione; stabilire limiti inderogabili ai mandati elettivi e gestionali in analogia ai limiti stabiliti per i Sindaci ed i Presidenti della Provincia”. Proposte sulle quali si auspica: “un confronto ampio e libero”.
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