De Mita suona la carica: “Puntiamo alla qualità della politica”

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Avellino – Un dibattito moderato, misurato, di apertura e di attenzione. L’Unione di Centro non resetta il risultato elettorale dello scorso aprile, ma parte dai dati evidenti per riallacciare le fila di un discorso lasciato, forse, in sospeso. Un girotondo di interventi, di riflessioni, che hanno avuto un sol comune denominatore: creare una costituente con dignità politica riconosciuta ed estesa. Centristi riuniti al quartier generale di via Iannaccone per fare il punto della situazione, ma anche per, usando una metafora del presidente Ciriaco De Mita, “imparare a camminare insieme”. Il walzer degli interventi è stato aperto da Giuseppe De Mita che ha ostentato, con la sicurezza di chi crede nel nuovo progetto, la consapevolezza di essere “…stati la contrapposizione ai due blocchi bipartitici che si sono sfidati alle scorse Politiche. Paradossalmente abbiamo conquistato uno spazio politico nella frattura dei due contenitori. Il voto di aprile ha decretato il suo vincitore. L’elettorato ha promosso il PdL, ma non ha aderito al suo progetto. È questa la strada da imboccare. – ha rimarcato De Mita jr – Abbiamo un orizzonte temporale definito che ci vede proiettati verso l’appuntamento europeo, provinciale, comunale e forse regionale. Il prossimo anno potremo contare su un sistema elettorale non più basato sul ‘voto utile’, ma su quattro leggi diversificate. Possiamo prepararci alla competizione con speranza puntando su due linee guida: il radicamento sul territorio e l’individuazione di proposte politiche concrete. Poi ci sarà il momento della discussione delle alleanze e delle verifiche. Non cadiamo nell’errore del Pd che ha creato liste a tavolino e poi si è presentato all’elettorato mistificando il tutto. Il nostro movimento deve puntare sull’attivismo degli amministratori locali, che realmente conoscono le esigenze territoriali e che devono gestirsi autonomamente. L’intero gruppo deve dialogare affinché ogni singola fiammella dispersa sul territorio si canalizzi in un unico fuoco. L’entusiasmo mostrato dall’elettorato al Gesualdo per la chiusura della campagna elettorale non è stato un abbaglio. Il post-voto non ha stabilizzato nulla. Dobbiamo costruirci e sfruttare questo momento fluido”. La parola poi è passata a loro, ai veri attori dell’Unione di Centro: i sindaci. Ubaldo Reppucci, numero uno di Lapio, ha richiamato al senso di responsabilità. “Il vero politico – ha illustrato alla platea – è colui che recepisce le istanze e che riesce a dare risposte al territorio. I piccoli Comuni soffrono per la modifica della legge 51 apportata da Valiante. È impensabile, soprattutto per le amministrazioni indebitate, anticipare parte del mutuo contratto con la Cassa Depositi e Prestiti. È un ulteriore beffa ai danni delle piccole realtà”. Eugenio Abate, sindaco di Montemiletto, ha invece ribadito la necessità di rafforzare i voti uscendo dal guado in cui i centristi sono caduti anche in luce dello scarso entusiasmo riscontrato immediatamente il post-voto. “Dobbiamo dare credibilità – ha sostenuto – e far capire alla gente che non abbiamo aderito all’Unione di Centro in virtù di un legame affettivo con il passato”. È stata la volta, poi, di Salvatore Vestuto, primo inquilino della Casa comunale di Montella, che rivolgendosi a Ciriaco De Mita ha schiettamente chiesto: “La gente vuole sapere qual è il nostro progetto, chi saranno i nostri alleati. Che dire?”. E De Mita, con causticità amichevole: “La gente, caro Salvatore, vuole sapere il consigliere dove andrà, l’assessore o aspirante tale cosa farà”. Il tam tam di interventi si è esteso a Pompeo Fondaco, sindaco di Cassano, che ha avanzato una proposta: stringere alleanze sui programmi per captare elettori dal PdL e dal Pd. Dalla voce di Cassano a quella di Nusco. “La nostra realtà deve recuperare i voti della Sinistra. – ha espresso Giuseppe Del Giudice – Se il PdL ha vinto, lo deve al movimento leghista. Le popolazioni chiedono fiscalità e sicurezza. Questo elemento deve far riflettere anche noi. I luoghi in cui viviamo sono fondamentali e vanno tutelati. Non disperdiamo il buon governo che ci caratterizza. Il Cosmari Av2, ad esempio, ha raggiunto il 40 per cento della raccolta differenziata. La popolazione ha bisogno di queste cose. Quindi, rafforziamoci sui contenuti e sulla presenza sul territorio”. Anche il primo cittadino di Trevico, Giuseppe Solimine, ha spinto ad un’azione di accelerazione verso il radicamento. “Bisogna innestare un elemento di fiducia contestualizzata al circuito di alleanze. Acquisiamo la presunzione di scegliere e non farci scegliere. Mettiamo i problemi della provincia sul tavolo mostrando maturità burocratica. Diamo peso agli amministratori locali creando la ‘Consulta dei sindaci’. Noi non dobbiamo dare conto a nessuno delle nostre scelte, vogliamo solo che ci venga riconosciuta la dignità politica che ci spetta”. In ultimo Franco Di Cecilia, numero uno di Sturno: “Non siamo un gruppo politico depresso e lo dobbiamo dimostrare. Questa costituente deve nascere in Irpinia aprendosi a tutti. Dal punto di vista programmatico, dobbiamo dare forza ai sindaci che hanno fortificato la qualità della classe dirigente. Per quanto riguarda le alleanze è prematuro poterne discutere. Siamo una costituente non un partito. Questa provincia non ci ha accolto bene, ma le cose possono cambiare. Non cerchiamo assessori. Questa idea ha dato di noi una cattiva immagine. Non siamo i soliti democristiani con la smania del potere. Non correremo da soli alle prossime competizioni elettorali. Noi siamo molto di più”. Il discorso è poi brevemente scivolato sulla questione al Comune di Avellino con Domenico Palumbo. “Il nostro movimento sta vivendo non poche difficoltà. In città la situazione politica è estremamente fragile. Il sindaco si è irrigidito sulle proprie posizioni chiudendo la possibilità del dialogo. Manca il contatto umano più che politico. Il nostro progetto vuole dare al cittadino quelle garanzie che Pd e PdL non assicurano. Travolti dallo tsunami Berlusconi non ci resta che riorganizzarci e ripartire”. Forte di tutte queste osservazioni e motivato dai tanti suggerimenti venuti fuori dalla voce dei veri protagonisti dell’Unione di Centro, Ciriaco De Mita ha potuto concludere i lavori. “La nostra regola sarà una: non guardare alle cariche, ma aprirci alla discussione per una indicazione condivisa. Siamo ad un punto di partenza. Il sistema non funziona. Assistiamo alla personalizzazione del potere che annienta la democrazia. Una conferma del cattivo funzionamento del sistema centrale sta nella ritualità dialettica tra opposizione e maggioranza. Non sto dicendo di armarsi per una guerra preventiva, ma di adempiere ad un ruolo partecipato. Anche gli enti locali fanno i conti con questo mal funzionamento. Tremonti ha affermato che può risanare il costo della struttura pubblica tagliando la spesa. Ma… ridurre la spesa è come ridurre la benzina ad una Ferrari. A lungo andare la macchina si ‘scassa’ e va cambiata. Il dramma degli amministratori è questo. Bisogna abituarsi a capire i problemi e poi risolverli. Recuperiamo le intelligenze che abbiamo e riorganizziamole secondo le esigenze. Bisogna entrare nell’ottica che un Comune non è un’azienda. Ogni amministratore deve rivestire il proprio ruolo e poi, sinergicamente, unirsi agli altri. Senza violenza, senza pregiudizio, dobbiamo scalzare quella politica che non ha più un volto. In questo sistema comanda chi guida, non chi impone. Quindi, bisogna organizzare questo movimento raccogliendo adesioni. Non creiamo gerarchie, ma puntiamo alla qualità della politica. Lasciamo le provocazioni agli altri. Se dobbiamo stringere alleanze facciamolo sulle questioni. Non sbagliamo come ha fatto il Partito Democratico. Si era partiti con l’idea di dar vita a una realtà moderna, poi si è arrivati ad un partito di stupidi personalismi. Apriamoci al dialogo e insieme recuperiamo la vera tradizione democratica”. In platea, oltre ai tanti sindaci e rappresentanti comunali, anche Celestino Basagni, Toni Cucciniello, Lino Pericolo, Enza Ambrosone e Maurizio Petracca. (di Marianna Marrazzo)

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