Dopo le elezioni, come riferimento della democrazia avvierò una discussione sull’organizzazione della sanità in Campania. Con questo impegno Ciriaco De Mita ha salutato gli operatori della sanità, confluiti questo pomeriggio all’hotel Cappuccino di Capriglia Irpina per partecipare alla manifestazione organizzata dall’Unione di Centro. Circa quattrocento i presenti, tra i quali Giuseppe De Mita, candidato alla Camera dei deputati per l’Unione di Centro nella circoscrizione Campania 2 ed Enza Ambrosone. Il leader democristiano, candidato al Senato, ha osservato che la sanità in Irpinia gode di buona salute e non deve essere rinnovata, come qualcuno afferma, ma migliorata per rispondere al meglio ad un servizio essenziale. De Mita ha sottolineato che occorre organizzare bene i reparti ed i primari e recuperare i ritardi accumulati per realizzare la città ospedaliera. L’obiettivo è quello di creare un vero centro di eccellenza a livello provinciale e regionale, evidenziando che quattro ospedali in provincia forse sono troppi, intanto ci sono e svolgono bene il loro servizio. “I medici che dicono di darvi la sanità assoluta – ha affermato – vi fanno morire perché la sanità assoluta non esiste; si può tentare di guarire la malattia esattamente come avviene in politica, dove la verità assoluta non la conosce nessuno; si tenta di dare risposte, qualche volta va bene e qualche volta va male”. Poi la similitudine tra le attività politiche e quelle sanitarie: “Per me risolvere i problemi delle persone – ha evidenziato – è come per il medico curare l’ammalato, se la cura riesce il medico non scrive il nome del malato per evitare di dimenticarsene, ma ha soltanto accresciuto il proprio senso del dovere professionale e morale. Non tutti gli uomini sono uguali e non tutti possono essere bravi perché diversamente non ci sarebbe un livellamento alto che guarda in alto, ma uno alto che guarda in basso”. Dura l’osservazione sui competitori: “Non voglio parlare di loro – ha detto – anche perché non li conosco e voliamo su altezze diverse. Ho sempre immaginato che il mondo non è fatto di persone tutte uguali: tutte sono intelligenti allo stesso modo, ma a diversa altezza ed oggi ognuno si può alzare impunemente senza rendersi conto che in alto perde il cervello. Sento dire che De Luca vuole rinnovare la classe dirigente e recuperare la cultura, confondendola con la sintassi. Fanno alla pari con quei napoletani che dicevano ‘modestamente siamo analfabeti’”. E sul rinnovamento De Mita ha osservato che non può provenire da chi è dentro alle istituzioni rispetto a me che ne sono fuori. Il capolista al Senato ha ribadito di essere nato e cresciuto democristiano e di aver sempre inteso la politica non come verità, ma come ricerca: “Mi sono sempre posto il problema – ha aggiunto – ed utilizzato l’intelligenza per governare. Finora non ho mai chiesto il voto, ma questa volta lo pretendo perché ritengo di essere, nel bene e nel male, la storia dell’Irpinia e voglio partecipare al processo di crescita delle nostre comunità. La crescita, prima che giunga, rappresenta il punto di arrivo, poi diventa il punto di partenza. Voglio recuperare la storia perché senza la storia non si può andare avanti”.
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