Avellino – L’Udc analizza il voto e, senza tentennamenti, getta le basi per il futuro. E’ affollata la sala del Samantha della Porta. Ciriaco De Mita, dopo undici legislature, non siede più in Parlamento ma l’affetto è quello di sempre che viene manifestato con applausi scroscianti. Francesco Pionati, invece, che passerà da un ramo all’altro del Parlamento, è circondato dagli uomini del partito di Casini e, con il linguaggio semplice ma essenziale che lo contraddistingue, saluta tutti indistintamente a dimostrazione del suo radicamento sul territorio e spiega le motivazioni sulle ultime vicende politiche. “Due gruppi distinti con i Popolari di De Mita all’Ente Provincia e Comune di Avellino per non generare confusione. Veniamo da esperienze diverse e non si può con una bacchetta magica cambiare tutto, anche per rispetto verso gli elettori”. Chiari segnali, dettati anche dai fatti contingenti che prima o poi dovranno essere risolti, per capire l’Unione di Centro da che parte sta. Pionati continua dicendo che “bisogna guardare avanti e non indietro, anche perché i devastatori del Comune di Avellino e dell’Ente Provincia hanno le ore contate visto il voto del 2009”. E dalle sue parole convinte si capisce che per la corsa a Palazzo Città ci sarà. “Andiamo verso una costituente, bisogna scendere in strada con impegno per cambiare registro”. E tocca anche l’argomento dei rifiuti ritenendo che “l’Irpinia non può pagare un prezzo così alto, diventando la pattumiera di tutti, visto che la nostra terra si è sempre contraddistinta per la salubrità”. Al tavolo della conferenza c’è anche Angelina Aldorasi,Crescenzo Pratola, Giuseppe Solimine, Ciriaco De Mita, Giuseppe De Mita che apre il dibattito ringraziando in primis tutti gli elettori, “…che con il voto espresso hanno sancito la nascita di questo ‘nuovo’ movimento. Una campagna elettorale che ha permesso di recuperare relazioni con le persone di diverso orientamento e oggi pronte a mettersi in gioco per dare voce al corpo sociale”. Poi De Mita junior analizza il voto. “E’ stata una vittoria schiacciante per il Popolo della Libertà, nessuno si sarebbe aspettato un trionfo di così larga misura. Men che meno al Senato. E’ prevalso il bipolarismo, il richiamo al voto utile ha sortito gli effetti sperati da Berlusconi”. E riferendosi al risultato elettorale, il 15% in Irpinia, De Mita Jr non ha dubbi: ” E’ la nostra base di partenza, le nostre primarie. Ricominciamo per fare un partito a vocazione territoriale, una Lega dell’Irpinia per fare un partito degli irpini”. E mentre Giuseppe Solimine invita all’unità e all’impegno giornaliero, Franco Di Cecilia avanza la proposta di un documento politico per “superare i distinguo tra le componenti con un patto di consultazione tra i rappresentanti consiliari negli enti maggiori”. Non delude Ciriaco De Mita alla prima uscita pubblica dopo la campagna elettorale. Si definisce, “contento e libero dal dovermi giustificare dalle volgari spiegazioni fatte dal manipolo di rinnovatori di questa provincia”. Il leader assicura “che lavorerò politicamente come non ho mai fatto prima anche perché l’accanimento degli ex amici è stato di una cattiveria inimmaginabile, frutto di una battaglia tra nascituri che volevano la…culla libera”. Non mancano comunque ulteriori stoccate, in particolare a Gerardo Bianco, la cui “ reazione è stata indegna, secondo il suo costume. Non ho fatto io le liste, e non mi si può imputare l’esclusione di.. De Sanctis –Capozza… c’era Giuseppe De Mita, la vera novità politica di questa provincia”. Sulle future alleanze, De Mita si è dichiarato, “ antifascista e dalla parte della democrazia”, facendo capire che a destra non si va. Come sugli Enti, “visto che tutti vogliono rinnovare, il discorso vale anche per le amministrazioni”, facendo comprendere che l’eventuale intesa sui programmi e sui nomi non potranno tener conto della De Simone e Galasso. Una riunione quella di ieri sera dove restano le differenze sulle alleanze e nonostante Pionati abbia gettato acqua sul fuoco con l’impegno di costruire il futuro contro la “democrazia pubblicitaria”, restano intatti i dubbi della vigilia. L’Udc di Pionati continua ad essere critico e oppositore al Comune capoluogo, alla Provincia e con un giudizio totalmente negativo su Bassolino, i “demitiani” restano nelle maggioranze. Infine, una considerazione. Troppi attacchi alla stampa. De Mita che è e resta sempre una lucida mente non può affermare che il compito del giornalista è quello di “narrare il fatto”. Il giudizio spetta all’opinione pubblica. Da parte nostra e da parte di tanti colleghi siamo rispettosi del suo ruolo, “senza offendere la sua storia e la sua capacità di analisi”. Lo stesso “trattamento” vale per i tanti giornalisti che raccontano quotidianamente i fatti e gli eventi del nostro territorio. Nella libertà delle idee, nasce il confronto e il rispetto.
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