De Magistris in città per mettere radici: “Ci candideremo ad Avellino”

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E’ arrivato in città per presentare il suo libro “La città Ribelle”, ma il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, ha anche annunciato che il suo movimento, “Dem-A”, sarà presente alle prossime elezioni amministrative in città.

«Ci stiamo lavorando – dichiara – noi abbiamo intenzione di costruire insieme ad altri un movimento politico senza confini, Avellino è una città molto importante a cui Napoli è molto legata. Saremo presenti alle prossime amministrative con un nostro candidato». La volontà è quella di riproporre anche altrove quanto accaduto a Napoli in questi sei anni, precisando che questo «non è un modello da esportare, ma la nostra è una testimonianza che si può realizzare anche altrove in base alle caratteristiche peculiari di altri luoghi».

Il suo libro, “La città ribelle”, ripercorre questi ultimi sei anni in cui ha amministrato Napoli, dall’esperienza personale fino a tutti quelli «che hanno contribuito alla trasformazione di una città che sei anni fa era depressa e piena di spazzatura, in una città ricchissima di orgoglio, voglia di riscatta di cui i napoletani sono esclusivi protagonisti. C’è tanto da fare, ma posso dire che oggi di Napoli non si parla più in maniera stereotipata, come di una città dove ci può stare l’omicidio o del folklorismo legato ai prodotti tipici. Oggi mi chiamano altrove per chiedermi come abbia fatto a governare una città senza soldi, che cos’è la lotta per i beni comuni, come ho salvato le maestre, come ho fatto l’acqua pubblica, come non ho privatizzato, come si può coniugare rottura del sistema e governo». Se quello di Napoli non deve essere un modello da esportare in toto in altri luoghi, le fondamenta su cui si regge devono essere le stesse: «Dare forza alla gente e ripartire da valori semplici, ma forti, come l’autonomia, il coraggio, l’onestà, la passione, i beni comuni e la democrazia partecipativa, si può migliorare anche senza soldi. Questa è un po’ l’esperienza di questi anni, ma voglio aggiungere anche ribellione al sistema».

Guardando all’Irpinia, siamo di fronte a una provincia che ha sete di buona politica, ma soprattutto necessita di importare turismo e rilanciare il commercio. Per farlo serve dar vita a una rete con tutta la regione.«Prima i turisti atterravano solo a Napoli o arrivavano con treno o nave. Ora gran parte del soggiorno lo fanno in città. Bisogna organizzare meglio una rete di mobilità nella regione Campania, essere uniti nelle diversità e auspicare che la Regione presti attenzione sempre maggiore nell’elargizione dei fondi europei in difesa del territorio, bene comune, paesaggio e cultura».

Durante la sua visita irpina, non sono mancati momenti di politica in cui sono state affrontate anche le prossime scadenze elettorali, ma si è parlato del Pd e del segretario Assunta Tartaglione, così come del sindaco di Benevento, Clemente Mastella. «Io rimarrò sindaco fino alla scadenza del mandato, 2021, quindi non mi dimetto per partecipare alle prossime regionali, ma chiaramente “Dem-A” sarà presente. Così come vogliamo partecipare alle europee del 2019». La Tartaglione, invece, durante la direzione regionale del Pd di ieri lo ha accusato di voler affondare l’Anm, mentre il governo sta salvando l’Eav: «Mi risulta che il governo abbia stanziato 650 milioni di euro per l’Eav– puntualizza – noi invece stiamo salvando Anm con modalità autoctone e senza aver avuto le elargizioni di denaro pubblico che ha ottenuto l’Eav. La Tartaglione e gli altri deputati farebbero meglio a sostenere i territori dai quali sono stati nominati e non eletti. Lei in questi sei anni non l’ho mai vista».

Dal beneventano, invece, Mastella ha annunciato che, in caso di condanna, comincerà a fare il sindaco di strada come fa De Magistris: «Io non sono mai stato condannato – precisa il primo cittadino di Napoli – Di Mastella non condivido nulla, tra l’altro proprio tra qualche giorno ricorrono i dieci anni da quando era ministro della Giustizia e chiese il mio trasferimento da Catanzaro per delle inchieste molto delicate che stavo facendo. Mastella è un avversario politico, ma lo ricordo con particolare rammarico come ministro della Giustizia di questo Paese. Invece non vedo l’ora di assistere a Napoli-Benevento. Mi fa piacere che siano saliti in serie, ma questo chiaramente non è merito di Mastella».