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LA DICHIARAZIONE – Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, prima di esprimere il suo voto favorevole al collocamento in aspettativa dell’ex pm Luigi De Magistris, ha letto al Plenum la seguente dichiarazione: “L’esigenza che esprimo è che venga disciplinata l’ipotesi del parlamentare che vuole tornare a fare il magistrato. A mio avviso è preferibile che venga stabilito il divieto di rientrare nell’Ordine Giudiziario, e venga garantita, a domanda, la mobilità nella Pubblica Amministrazione, nella funzione e nel ruolo press’a poco corrispondenti a quelli di provenienza. La Pubblica Amministrazione – ha detto ancora Mancino – recupera un patrimonio di esperienze e di professionalità e la Magistratura perde un giudice divenuto parte”.
LA CANDIDATURA – “La candidatura di Luigi De Magistris non sarà la sola, pur legittima. Una volta candidato, il giudice ammette d’essere divenuto parte, non foss’altro perchè si è schierato con una forza politica, e non certo per un solo giorno” – ha sottolineato.