“I magistrati che scelgono la politica non dovrebbero più tornare in Magistratura”. Così il vicepresidente del Csm, Nicola Mancino, espressa in occasione del via libera del Consiglio Superiore all’aspettativa dell’ex pm di Catanzaro Luigi De Magistris, che si candiderà alle elezioni europee con Antonio Di Pietro.
LA DICHIARAZIONE – Il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, prima di esprimere il suo voto favorevole al collocamento in aspettativa dell’ex pm Luigi De Magistris, ha letto al Plenum la seguente dichiarazione: “L’esigenza che esprimo è che venga disciplinata l’ipotesi del parlamentare che vuole tornare a fare il magistrato. A mio avviso è preferibile che venga stabilito il divieto di rientrare nell’Ordine Giudiziario, e venga garantita, a domanda, la mobilità nella Pubblica Amministrazione, nella funzione e nel ruolo press’a poco corrispondenti a quelli di provenienza. La Pubblica Amministrazione – ha detto ancora Mancino – recupera un patrimonio di esperienze e di professionalità e la Magistratura perde un giudice divenuto parte”.
LA CANDIDATURA – “La candidatura di Luigi De Magistris non sarà la sola, pur legittima. Una volta candidato, il giudice ammette d’essere divenuto parte, non foss’altro perchè si è schierato con una forza politica, e non certo per un solo giorno” – ha sottolineato.
