De Luca si difende dalle accuse: “Noi parte lesa. Consueto massacro mediatico”

De Luca si difende dalle accuse: “Noi parte lesa. Consueto massacro mediatico”

11 Novembre 2015

Il governatore della Campania Vincenzo De Luca ha tenuto stamane una conferenza stampa a Palazzo Santa Lucia dopo la bufera giudiziaria che lo ha coinvolto ed ha spiegato subito di non conoscere Guglielmo Manna, marito del giudice Anna Scognamiglio al centro dell’inchiesta della Procura di Roma nella quale De Luca è indagato assieme alla coppia, al suo braccio destro, Nello Mastursi, (che si è dimesso due giorni fa) e a Giuseppe Vetrano organizzatore della lista “Campania libera”, nella quale era candidato alle scorse regionali in Irpinia, ed ex presidente del Consiglio Comunale di Avellino.

“Io non sono a conoscenza di nulla, di nulla, di nulla” ha ribadito per ben tre volte De Luca, mettendo l’accento sulla sua estraneità alla vicenda.

“Io considero il controllo di legalità nel nostro Paese – ha proseguito – un bene per le persone oneste, funzione essenziale in un Paese democratico. Per le persone perbene è un vantaggio, non un fastidio. Sostengo che l’azione delle magistrature debba andare avanti con estremo rigore, possibilmente rapidamente. Il problema sono gli effetti collaterali e cioè la consolidata abitudine al massacro mediatico. Questo sta diventando oltraggio permanente allo stato di diritto. C’è qualche organo di stampa che dovrebbe chiudere. Ma questo è un grande tema che dovrà riguardare il rapporto tra diritto individuale, sistema giudiziario e sistema dell’informazione. Sta crescendo in Italia una realtà di oltraggio alla persona e di totale perdita dei valori costituzionali.”

Il governatore si dichiara “parte lesa in questa vicenda; io e l’istituzione che rappresento. E combatteremo chi offenderà la nostra dignità. Non so chi sia questo manna, che faccia o dove viva”  – rispolverando poi la sua caratteristica ironia sulla vicenda:

“Manna? (Guglielmo Manna, il marito del giudice Scognamiglio ndr). Mi ricorda la manna dal cielo ma non è questo il caso e poi mi ricorda un certo Angelo Manna, un opinionista che in una tv locale rivendicava le conquiste dei Borboni e in maniera molto delicata criticava i politici del tempo”.

Poi De Luca torna serio:

“Ci tuteleremo in tutte le sedi. Non abbiamo imbarazzo ma tanta rabbia. Vorrei che fosse chiaro a tutte le forze politiche e a chi tenta in queste ore speculazioni che da Napoli lanciamo la sfida del rigore spartano. Qui le paludi del malaffare e della clientela politica sono prosciugate. Siamo protagonisti di una battaglia per la trasparenza per far nascere un altro Sud che si presenta a testa alta, che cerca di creare lavoro in condizioni a volte drammatiche e che affronta questioni ambientali con serietà e responsabilità. Su questa sfida non arretriamo di una virgola e sul piano della correttezza e ci tuteleremo in tutte le sedi.”

De Luca parla di trasparenza anche a proposito delle nomine nella sanità:

“Sono state fatte dall’ufficio di gabinetto. Come sapete, io non conosco nessuno di quelli nominati. Prima la sanità era luogo di clientela politica, ora abbiamo voltato pagina. Le professionalità mediche oggi non devono cercare protettori e padrini politici ma solo preoccuparsi dei servizi.”

La conclusione è affidata alle battute:

“Per ragioni di opportunità mi fermo qui e vi consegno riflessioni di cui sono certo farete tesoro. Sto facendo, come capite, training autogeno. I consiglieri mi hanno detto: mi raccomando… io dico loro: tranquilli. E poi sono un benefattore. Credo di aver dato lavoro ai giornalisti italiani più di Murdoch.

Mi aspetto la nomina a cavaliere del lavoro, per quanto lavoro ho dato finora ai giornalisti. Ai miei collaboratori dico keep calm… Lunedì faremo un consiglio regionale per approvare la legge con cui togliamo di mezzo l’Arsan, struttura clientelare, e approveremo la legge sul ciclo delle acque. Da martedì cancelleremo quindi un altro luogo comune e cioè che l’acqua è poca e la papera non galleggia”.


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