De Luca: “Evitiamo feste a Natale altrimenti il contagio esplode”

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“Se tra Natale e Capodanno avremo centinaia di feste senza controllo e senza l’uso della mascherina, rischiamo di bruciare tutto il lavoro fatto in questi mesi”. Così il presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, che lancia un avvertimento nel corso della diretta Facebook del venerdì.

“Sarebbe davvero una cosa amara – sottolinea – per pochi giorni di feste e festini rischiamo di ritrovarci fra tre settimane con un’esplosione del contagio”. Se invece prevarranno i comportamenti responsabili, spiega, la Campania “continuera’ ad avere questa buona tenuta, le scuole resteranno aperte fino a giugno senza Dad e continueremo ad avere il grosso delle attività economiche aperte”.

Guardando a oggi, il ‘governatore’ cita come casi più gravi quello di un bambino di nove anni e di un uomo di 26 anni ricoverati in terapia intensiva, ma anche un 56enne che si trova in area critica. “Sono tutti non vaccinati”, fa notare De Luca, assicurando poi che, al netto di queste situazioni, “il sistema ospedaliero tiene bene. I posti letto occupati in area medica sono sui 350 – prosegue – è un dato che rimane piu’ o meno stabile da due o tre settimane. In terapia intensiva abbiamo 25 posti letto occupati”.

De Luca ricorda inoltre come il ministero abbia certificato che “la Campania è la prima regione d’Italia, con 51.888 guariti da Covid” e prevede che, entro l’anno, si raggiungerà un totale di “10 milioni di vaccinazioni. Stiamo lavorando per potenziare orari e personale – aggiunge – nei mesi scorsi non c’era nessuno e abbiamo anche dovuto chiudere qualche centro, ora abbiamo un sovraccarico di lavoro e quindi stiamo cercando di potenziare le strutture per evitare lunghe file”.

“Possiamo guardare con fiducia al futuro e, se saremo responsabili, veramente noi la prossima primavera vivremo in maniera normale. Ci avviamo verso settimane e mesi di lento ritorno alla normalità, alla vita – ha spiegato De Luca – i quasi due anni che abbiamo alle spalle di epidemia Covid hanno prodotto non solo danni economici e sanitari, hanno prodotto una condizione di vita quasi disumanizzata. Abbiamo perduto rapporti umani, familiari, sono stati due anni di chiusure e di paure che hanno prodotto danni soprattutto sulla popolazione più giovane, soprattutto sui nostri bambini. Anche per questo dobbiamo fare di tutto per tornare quanto più rapidamente possibile alla vita normale, agli affetti delle nostre famiglie, agli incontri con i nostri amici, ad una vita pienamente umanizzata. Ma questo vuol dire che dobbiamo essere, come andiamo ripetendo da mesi, tutti responsabili. Dipende da noi”.