De Luca attacca a testa bassa i Cinque Stelle: “Vivo con angoscia la pochezza di questa classe dirgente”

De Luca attacca a testa bassa i Cinque Stelle: “Vivo con angoscia la pochezza di questa classe dirgente”

18 Ottobre 2019

Alfredo Picariello – E’ ormai diventato un suo “chiodo fisso”: il MoVimento 5 Stelle. Vincenzo De Luca, Governatore della Campania, non perde occasione per attaccarli a testa bassa. Nel mirino, oltre Di Maio, finiscono Beppe Grillo (“prima almeno faceva ridere, ora nemmeno quello”) ed il Ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede (“lo chiamo buonanotte…”). L’occasione, questa volta, viene fornita dal convegno “Il Codice dei contratti pubblici e lo Sblocca cantieri: criticità e prospettive”, tenutosi per l’intera giornata nella sala Blu dell’ex Carcere borbonico di Avellino, organizzato dalla Saasa con il patrocinio della Provincia e del Comune di Avellino e in collaborazione con gli Ordini professionali e l’Ance di Avellino.

De Luca arriva puntuale, poco dopo le 15, ed in religioso silenzio, ascolta tutti gli interventi della sessione pomeridiana, fino alle 18. Al momento del suo discorso, come al solito, va all’attacco: “Stiamo assistendo ad uno svuotamento drammatico della democrazia in Italia – afferma -. Soprattutto, se facciamo riferimento al settore della giustizia amministrativa, putroppo questo Paese è destinato a fare brutta fine, lentamente scivola verso il declino”.

Il Presidente della Regione Campania prova ad individuare le cause di tutto ciò. “C’è un groviglio burocratico da far paura. Se non lo si affronta, il Paese affonda. Aggiungiamoci che la qualità della legislazione è pessima e la frittata è fatta. Purtroppo abbiamo classi politiche improbabili, si continua ad andare avanti con leggi affrettate. Ci sono politici che si inventano leggi, numeri, ora anche i mandati zero”.

Prova, De Luca, a modo suo, a difendere chi lavora nel pubblico. “C’è questa tendenza assurda, ormai, di sputare sulla pubblica amministrazione. Così si crea una totale sfiducia, tutti vengono considerati ladri e delinquenti, una tendenza iniziata nell’ultimo decennio, l’era dei comici e dei saltimbanchi”.

De Luca critica Bonafede in merito alla riforma della giustizia, in particolare sul tema delle prescrizione e tocca un altro tema di grande attualità, l’abolizione del contante. “E’ possibile che lo Stato debba prendersela sempre con la povera gente? I grandi evasori hanno due o tre carte di credito, è il povero cristo a non possederla. In Germania ed in Austria il contante è libero e non c’è una grande evasione fiscale”.

Ed ancora, il Governatore spazia sul codice degli appalti, sulla legge Severino e chiude con una riflessione politica ed anche un po’ personale. “Vivo con grande angoscia la pochezza di questa classe dirigente. Tanta gente mi chiede perché vado avanti”. E qui, dopo aver citato Dorso in un’altra occasione, De Luca “punta” su Eraclito: “Il carattere è il demone dell’uomo, vado avanti perché ancora ci credo nella possibilità di cambiare questo Paese, di dare una speranza ai giovani”.