Danneggia una biblioteca per 250mila dollari…e lo scrive su FB

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Viene difficile capire come sia possibile che molti politici e governi insistano a voler “combattere” Facebook accusandolo di incentivare ed agevolare vari tipi di reati, quando sembra evidente che invece è uno strumento decisivo per “incastrare” chi commette un reato. Specie se non è particolarmente furbo. Un ragazzo, di cui non è stata rivelata l’identità perché minorenne era accusato di avere allagato la biblioteca di Portsmouth. Il ragazzo infatti somigliava alla persona ripresa dalle telecamere a circuito chiuso, ma le immagini non erano molto chiare. Il vandalo aveva ostruito gli scarichi dei lavandini al piano superiore con della carta, poi lasciando i rubinetti aperti, intorno alle 19.30 di sera. L’acqua è poi fluita tutta la notte, causando danni alla struttura per oltre 150.000 sterline, e rendendo necessari lavori di riparazione che hanno richiesto cinque mesi per essere completati. I ragazzo ha negato alla polizia di essere lui il vandalo, ma quando un amico gli ha chiesto su Facebook “Ma sei stato tu?”, il giovane ha risposto “Sì, più o meno, ma non lo ho detto a nessuno”. La polizia ha riconvocato il ragazzo, che ha inizialmente nuovamente negato, finché gli agenti non gli hanno mostrato la trascrizione della sua bacheca di Facebook. Il ragazzo a quel punto non ha potuto fare altro che confessare. Il ragazzo rischia ora di essere condannato alla reclusione, dato che la sua bravata, per i danni che ha fatto, non può essere considerata un crimine minore.

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