“Daniele si è ucciso per un permesso negato” – a dichiararlo la zia e la sorella a “La vita in diretta” mostrando i documenti in tv. Sarebbe stato un atto del Comune a bloccare l’inizio della attività. Un ostacolo insormontabile nella mente del 29enne di Mercogliano. L’autorizzazione sanitaria, il tassello mancante che ha scatenato la tragedia. Daniele non ha retto l’impedimento del suo sogno e ha deciso di farla finita venerdì scorso, nella sua casa, blindando porte e finestre e lasciandosi morire nella vasca da bagno con il monossido di carbonio. Quattro giorni dopo la morte del giovane, sul tavolo del Comune del funzionario Ornella Mazza, arriva la documentazione della camera di commercio che avviava il procedimento principale, quello che avrebbe consentito a Daniele di effettuare la propria attività di orafo.
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