“Prepara cinquemila euro altrimenti tagliamo la testa a tua moglie e tua figlia”. Questa l’odiosa e inquietante minaccia che, in maniera ossessiva ed ormai da 3 giorni, un malvivente utilizzava per indurre un giovane ed onesto operaio irpino a consegnargli denaro contante. L’estorsore faceva dunque leva sulla legittima paura dell’operaio, preoccupato per l’incolumità della giovane moglie e della figlia, di appena 6 anni, simulando un forte accento siciliano. La prima telefonata era partita martedì mattina, ed immediatamente aveva gettato l’operaio in un forte stato di agitazione. Ma il malcapitato non si è perso d’animo, e si è affidato alla Squadra Mobile della Questura di Avellino che, dopo due giorni di serrate indagini, ha arrestato l’autore delle telefonate all’interno di un bar nei pressi del centro commerciale “Eurospin”. Qui infatti, l’estorto aveva depositato, così come impostogli dal malvivente, una busta contenente il denaro richiesto sotto una tavoletta rotante del water dei diversamente abili. All’uscita dalla toilette, pertanto, l’estorsore è stato prontamente bloccato dal personale della Squadra Mobile, tra l’incredulità e la ovvia sorpresa degli avventori, che, appreso il motivo dell’intervento, hanno plaudito all’operato della Polizia.
Il malvivente, originario di Battipaglia ma residente in Irpinia, era già conosciuto alle Forze dell’Ordine e nel ritirare i soldi, all’uscita del bagno riservato ai portatori di handicap, è stato bloccato dal responsabile della sezione criminalità organizzata che aveva opportunamente isolato l’intera zona e piantonato ogni possibile via di fuga. Ammanettato, è stato trovato in possesso della somma versata dall’estorto. Condotto in Questura P.D., 29enne piuttosto conosciuto nell’hinterland avellinese, oltre ad ammettere le sue responsabilità ha riferito di essere un emissario del clan camorristico Schiavone da Casal Di Principe. La sua versione , è tuttavia ritenuta poco credibile dagli uomini della Polizia, che comunque ne stanno valutando la veridicità. L’indagine è stata puntualmente coordinata dal P.M. Dott. Elia Taddeo della Procura della Repubblica di Avellino diretta dal Proc. Dr Angelo Di Popolo. Positivo dunque l’epilogo della vicenda. Per il giovane operaio irpino, e per la sua famiglia, la fine di un piccolo incubo. Per il malvivente, un periodo di carcere che si prospetta lungo.
