Avellino – Trattative, telefonate, incontri e colloqui segreti. Sono giorni di intense mediazioni questi che si vivono a via Tagliamento, in attesa dell’assemblea provinciale convocata per sabato 12 dicembre quando si deciderà chi sarà il nuovo segretario dei democratici della provincia di Avellino. Sul piatto c’è la candidatura, sponda bersaniani, del sindaco di Frigento, Luigi Famiglietti, opposta a quella del giovane dirigente Carmine De Blasio, in quota Franceschini. Forse. Anche perché il nome del direttore del PdZ di Atripalda non è mai stato ufficializzato, né lo sarà fino a sabato. E allora via con le supposizioni: si cerca una figura che trovi la benevolenza di tutte le sensibilità. Più facile a dirsi. Questo, dunque, lo scenario; fino a sabato, però, tutto è possibile. Ne parliamo con il dirigente nazionale del Pd, Rosetta D’Amelio.
Facciamo un passo indietro all’ultimo weekend con l’elezione dei 100 delegati che parteciperanno al Congresso di sabato. Quale è il dato più importante che è emerso?
“Indubbiamente l’elezione dei delegati ci restituisce un partito diviso a metà. In effetti, si tratta di dati che riconfermano quanto già emerso dalle primarie, forse con qualche percentuale un po’ più bassa in alcuni casi, ma è un dato che sostanzialmente ci dice che bisogna lavorare per trovare due elementi fondamentali che il Pd irpino richiede: innovazione e unità. Ancora, il dato reale che viene fuori conferma ancora una volta che un congresso fatto di corsa non è servito a nulla. Ma si è scelto di fare così e ne prendiamo atto. Andiamo avanti sperando di mettere in campo un Pd che si mostri unitario rispetto ai reali problemi che non sono solo della provincia di Avellino ma anche di tutti gli italiani”.
A pochi giorni dall’assemblea provinciale, come – se lo sono – mutati gli scenari all’interno del partito in Irpinia?
“Credo che cambiamenti siano da ricercare più a lungo termine poiché rispetto al dato delle primarie e del primo tesseramento non credo sia emersa tanta diversità. Oggi abbiamo un partito dove non è più presente una sensibilità maggioritaria che sfiora il 70 per cento delle preferenze, ma un partito che chiede elementi di discontinuità con il passato”.
Si fa strada l’idea di una soluzione unitaria che accontenti tutti, anche se i più ‘curiosi’ hanno provato a mettere in campo l’ipotesi di un De Luca intenzionato a creare scompiglio tra i bersaniani, magari cercando di ‘strappare’ Famiglietti a Fierro…
“Personalmente reputo strano che ancora si continui a ragionare di vecchia politica, ovvero non considerando il voto degli iscritti e delle primarie. Non abbiamo bisogno di altri elementi di rottura ma della saggezza di un partito che deve trovare adesso le ipotesi più unitarie possibili. Questo deve essere compreso in primis anche da chi ha un solo numero in più rispetto agli altri: deve essere disposto a fare il primo passo”.
Chi è la personalità che potrebbe aggregare tutti?
“Non avverto l’esigenza di fare un nome. Credo, in verità, che vi sia la necessità trovare una persona che sia gradita a tutte le sensibilità a prescindere dalla sua collocazione all’interno del partito. Magari anche in quota Franceschini, non lo escludo, purché sia in grado di recepire i segnali che sono arrivati sinora, cioè innovazione e discontinuità. Occorre lavorare perché il Pd irpino abbia un governo unitario che sappia gestire al meglio questa importante fase pre-regionali”.
In questo contesto, quale è la posizione dei mariniani?
“Per quanto concerne la posizione di Vittoria, credo che per il tipo di voto espresso dall’area che fa riferimento a Marino, loro più di noi bersaniani sentono l’esigenza di segnalare una discontinuità con il passato”.
Enzo Amendola è a conoscenza degli ultimi accadimenti a via Tagliamento. Ha avuto modo di confrontarsi con lui anche in relazione delle ultimi vicissitudini?
“Mi sento spesso con Amendola anche in virtù del mio ruolo in direzione nazionale. Il segretario del Pd campano, giustamente, evita di intervenire a livello provinciale vista la presenza di personalità di spicco che hanno un ruolo fondamentale all’interno del Pd nazionale, come il dirigente Franco Vittoria e il senatore Enzo De Luca.
Auspico, dunque, che vi sia la saggezza di saper ragionare unitariamente e che al centro il Pd irpino ponga nuovamente gli interessi della gente e del partito, di un Pd irpino che si metta al più presto al lavoro in vista delle elezioni regionali ma anche delle amministrative locali che investiranno tanti Comuni irpini. Dobbiamo lavorare fortemente anche per arrivare ad una conclusione con il nodo alleanze e candidati”.
