Dame Biancoverdi, Irene: “Passione sportiva ai diversamente abili”

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Da “Il Biancoverde” n. 26 del 7/03/2014

Ciao Irene, partiamo dall’incipit: come inizia la tua carriera sportiva? La mia carriera inizia molto presto, avevo all’incirca 6 anni e mia madre andava disperatamente alla ricerca di un doposcuola che mi tenesse impegnata. Così pensò di iscrivermi ad una attività sportiva e iniziai a frequentare la C. S. Nettuno che poi è diventata l’Acca Montella.

Quindi hai sempre giocato a Montella?
Si io nasco, cresco e gioco da sempre nel mio paese. E’ cambiata la società ma le persone sono restate le stesse.

Sei una veterana, non è un caso che nonostante i tuoi 23 anni sei il capitano della squadra…
Paradossalmente, nonostante sia una delle più giovani mi hanno dato questo ruolo di responsabilità di cui sono onorata. Però ad essere sincera le mie compagne non mi creano particolari problemi, alla fine il mio compito è quello di mediare in ogni situazione, di organizzare la squadra, di mantenere ordine negli spogliatoi. E’ un ruolo di organizzazione che soprattutto quest’anno mi è particolarmente facile.

Ci sono delle compagne con cui hai legato particolarmente?
Io, Eleonora Troncone, Serenella Matarazzo e Angela Cappello siamo le storiche, ci conosciamo da anni e quindi è chiaro che con loro esiste un legame più forte, c’è un rapporto diverso da quello che ci può essere con le altre. Ma quest’anno c’è un bel clima e ho stretto amicizia anche con due mie coetanee Cecilia Montella e Francesca di Cristo.

E’ il primo anno in B1, come sta andando il campionato?
Non è facile, anche perché in Irpinia la pallavolo femminile non è mai stata molto seguita. Tuttavia il campionato sta seguendo un andamento costante di buoni risultati. Siamo a metà classifica, nel girone di ritorno abbiamo disputato 4 partite; il campionato è ancora tutto da affrontare.

Dietro l’Acca Montella c’è una società molto attenta, un progetto ben meditato che punta ad arrivare ai massimi livelli…
Per me è un piacere giocare nell’Acca Montella, non solo perché è la città in cui sono nata, ma anche per le persone che ci sono dietro e costantemente mi hanno aiutata e sostenuta umanamente e professionalmente. Loro hanno messo su un progetto serio che richiede impegno ed esperienza. Certo non possiamo puntare subito alla serie A, ma crediamo di poter raggiungere risultati sempre più importanti. Non è facile, ma non escludiamo che Montella possa farsi un nome di calibro nazionale a livello sportivo.

La tua è una vita di grandi sacrifici, ti alleni tutti i giorni, la domenica giochi la partita; chi ti è stato più vicino nei momenti di sconforto?
La mia presidentessa Alda Buccella che mi è stata vicina anche nei momenti in cui mi sono persa emotivamente e poi il mio allenatore, Alberto che ha 33 anni e riesce a capire cose che mister più adulti non hanno la sensibilità di comprendere. Loro mi hanno fatta crescere molto, per me sono prima di tutto una famiglia. Però l’impegno che ho con la pallavolo non è mai stato un sacrificio,per me è una professione ed una passione allo stesso tempo. Resterei anche la notte in palestra!!

Quali sono i tuoi progetti futuri?
Sicuramente con l’Acca Volley punto a raggiungere i massimi livelli. Per me la pallavolo è tutto, per questo vorrei conciliare i miei studi con lo sport che amo. A breve mi laureerò in Scienze della Formazione Motoria e Sportiva e il mio intento è lavorare in palestra con i ragazzi autistici. Voglio dare la possibilità anche ai diversamente abili di riempire la propria vita con una passione così grande. Mi piacerebbe che tutti avessero le stesse possibilità.

Se l’Acca Montella riesce a scalare la classifica e approdare in serie A quale pazzia faresti?
Pazzia nessuna, però sicuramente un tatuaggio. Ma se ci penso, credo che prima di metabolizzare il fatto e riprendermi dalla felicità ci vorrebbe del tempo!!(di Rosa Iandiorio)

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