Da Lioni a Nuova Delhi: a 48 anni Gaetanina si scopre… emigrante

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Avellino – Rischia di diventare un caso nazionale, ma quel che è certo è che la vicenda della signora Gaetanina Di Paolo di Lioni è già balzata agli onori delle cronache del Bel Paese.
Il Tribunale di Sant’Angelo dei Lombardi ha disposto la ri-assunzione a tempo indeterminato dell’operaia 48enne e madre di 4 figli, dichiarando illegittime le proroghe dei contratti a termine che avevano contraddistinto negli ultimi anni il suo rapporto lavorativo con un’azienda di Nusco.
Ma la stessa ditta si è adeguata, accettando il reintegro e ‘distaccando’ la dipendente in India per un anno a partire da febbraio.

“Vergogna, si tratta solo di una ritorsione”, ha specificato Nino Altieri, segretario provinciale di Uilm, che sta seguendo l’ingarbugliata storia in concerto con il legale Giacomo Ambrosino ed il consulente del lavoro Claudio Cordasco.

LA STORIA – La Di Paolo ha lavorato presso l’azienda di Nusco dal marzo del 2004 al marzo del 2008 grazie alla sottoscrizione di una serie di contratti a tempo determinato con la promessa, rinnovo dopo rinnovo, di un contratto a tempo indeterminato. Di qui il ricorso al consulente del lavoro e al legale: “Abbiamo rappresentato al giudice una serie di violazioni alla Legge 368/01 (Legge Biagi, ndr) – spiega il legale – Nel ricorso abbiamo sottolineato che i rinnovi dei contratti a tempo determinato non possono superare i 36 mesi, che il rinnovo stesso è possibile solo in presenza di determinate esigenze produttive e anche in virtù del fatto che la donna è stata riassunta ogni volta attraverso sempre diverse agenzie interinali”.

Presentato il ricorso, arriva, dunque, la sentenza del Tribunale che dispone il reintegro della lavoratrice a tempo indeterminato e la ‘condanna’ dell’azienda a rimettere in servizio la donna nelle stesse mansioni. Ma dopo aver comunicato alla ditta la volontà e la disponibilità da parte della donna a ritornare al lavoro quanto prima, ecco arrivare, una settimana circa dal deposito della sentenza, la ‘famigerata’ risposta dell’azienda di Nusco.

“Impugneremo questo documento – precisa Ambrosino – anche perché si tratta di andare in India, un paese extraeuropeo, fattore che minerebbe la situazione familiare della signora, madre di 4 figli, di cui un minore di 9 anni affetto da celiachia. L’azienda, inoltre, non ha meglio specificato come intende concretizzare questo distacco. In più, si aggiunga che secondo nostre ricerche, questo stabilimento si trova in un piccolo villaggio a circa 80 chilometri da Nuova Delhi”.

DIREZIONE DEL LAVORO – Intanto, lunedì le parti ritorneranno a parlare della questione davanti alla direzione provinciale del lavoro per tentare in extremis una conciliazione. “Dovesse non andare a buon fine, tra martedì e mercoledì presenteremo ricorso in via d’urgenza contro l’illegittimità del distacco. Il trasferimento in India per la signora Di Paolo dovrebbe avvenire a febbraio. Ma è chiaro che il Tribunale si pronuncerà già per fine gennaio. Se avremo successo, la signora Di Paolo ritornerà a lavorare a Nusco. Al contrario, andrà in India a patto che l’azienda dimostrerà serie capacità organizzative. Auspico una soluzione positiva. Siamo disposti a trovare una soluzione transattiva purché – conclude – alla donna venga riconosciuto il proprio diritto al lavoro”.

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