Curva Sud Avellino: “Fiducia sì, ma non pazienza infinita”

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Di seguito la nota dei supporters della Curva Sud di Avellino.

“Prendiamo atto della scelta societaria di riconfermare la fiducia al D.G. Dionisio e a Mister Marra.
Sicuramente i risultati ottenuti non sono quelli che avremmo sperato e l’attuale posizione in classifica non è in linea con gli obiettivi iniziali che la società ha più volte esternato.
La Curva Sud ha finora dimostrato maturità ed intelligenza lasciando lavorare società, staff tecnico e squadra in assoluta tranquillità nonostante i molteplici motivi e le occasioni avute per mostrare il nostro risentimento e le nostre perplessità verso atteggiamenti societari dilettanteschi, verso scelte societarie e tecniche deleterie ed autolesioniste.
Abbiamo deciso però di dare una ulteriore possibilità a società, staff tecnico e giocatori.
Siamo convinti che sia possibile una inversione di tendenza. Siamo certi che il campionato sia ancora tutto da giocare.
Noi saremo vicini alla squadra ancora una volta e la sosterremo come abbiamo sempre fatto, con passione, orgoglio e sacrificio.
Ma se nel corso delle prossime partite, la nostra fiducia dovesse essere nuovamente tradita, allora saremo costretti a rivedere la nostra linea e non esiteremo a contestare aspramente.
In varie partite, aldilà dei risultati deludenti, non abbiamo visto cattiveria, agonismo e spirito di squadra. La decisione dei giocatori di autotassarsi (così abbiamo letto ed ascoltato) non ci basta e non ci commuove. Pretendiamo impegno massimo.
Siamo stanchi di assistere a partite pietose come quella di Melfi, con l’Aversa o a Milazzo.

Alla società chiediamo compattezza e professionalità.
Siamo stanchi di assistere agli scontri pubblici e privati e allo scaricabarile che, oltre a condizionare la squadra, determina una immagine della società più vicina all’eccellenza che al calcio professionistico.
E’ bene che ognuno si assuma le proprie responsabilità, da subito, affinchè la fine del campionato non coincida con la fine della nostra stima.
Quando questa società è stata onorata della decisione istituzionale di far ripartire il calcio ad Avellino noi, dopo aver atteso la mancata iscrizione della vecchia compagine, abbiamo sposato il progetto ed abbiamo pagato un prezzo salatissimo per la scelta fatta. La nostra scelta, come ormai risaputo, ha determinato una spaccatura interna storica. L’attuale gruppo che guida il tifo organizzato ha messo in questa avventura, faccia, sacrificio, impegno e partecipazione attiva.
Ritornati allo stadio, ad ottobre 2009, abbiamo promesso che non avremmo mai abbandonato questa squadra.
Siamo curiosi di sapere che fine hanno fatto, invece, tutti quei tifosi che prima del fallimento, nella prima amichevole a San Tommaso e successivamente nella gara di Coppa Italia con la Forza e Coraggio ironizzavano sulle nostre scelte e allo stesso tempo promettevano alla nuova società abbonamenti, sostegno e partecipazione.
Non crediamo che la presenza al campo e il tifo possano essere condizionati da chi è l’allenatore, il presidente, i soci o il direttore sportivo.
Abbiamo letto queste dichiarazioni di alcuni tifosi e non possiamo non manifestare il nostro sbigottimento.
Siamo altresì curiosi di sapere che fine hanno fatto tutti gli imprenditori che nel corso degli anni si sono nascosti dietro la situazione debitoria della vecchia società promettendo l’ingresso in tempi più tranquilli e con conti in ordine.
Ora che da questo punto di vista la situazione appare normale siamo ancora qui ad attendere questa gente e periodicamente siamo costretti ad ascoltare proclami che poi restano chiacchiere al vento.
E’ ormai chiara ed evidente l’intenzione di questi imprenditori di speculare alle nostre spalle e di farsi pubblicità gratuita.
Chiediamo a costoro di divertirsi in altro modo. Siamo inoltre critici nei confronti di tutte le istituzioni che, tralasciando il disimpegno del passato, continuano imperterrite ad abbandonare la squadra di calcio al proprio destino guardandosi bene dall’erogare contributi anche minimi ed anzi non evitando di ostacolarla con una situazione stadio a dir poco paradossale con una struttura che cade a pezzi e un costo della convenzione da San Siro.

Sia ben chiaro che noi non forniamo alibi alla società, tantomeno ai giocatori.
Chiediamo rispetto per i sacrifici che facciamo. La fiducia c’è ancora, daremo il nostro solito contributo ma nessuno può pensare che la nostra pazienza sia eterna”.

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