Cristiano Sociali – Musto: “Delusi dal tergiversare dell’Udc”

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Avellino – In merito alle crisi istituzionali degli ultimi giorni e alle prospettive future dei cristiano sociali per l’Irpinia, registriamo l’intervento del leader provinciale Nino Musto, che in un incontro informale oggi ha esplicitato il pensiero della corrente dell’Unione di Centro.
Credo che a mesi dalle elezioni politiche sia necessario oramai stabilire una linea di demarcazione rispetto al passato dell’UDC e gettare le basi per il futuro. La posizione mediana, rivolta al tentativo di costruzione di un terzo polo, ci ha visti sconfitti, sonoramente sconfitti alle elezioni dell’aprile 2008. Non vi è spazio nel paese per una terza via. Oggi dobbiamo decidere le alleanze, esser protagonisti delle scelte e non subirle. Lo slogan populistico: né con la destra nè con la sinistra, dopo 14 anni di sistema bipolare, non ha spazio nell’immaginifico comune. Questo restare fermi in mezzo non ci permetterà di crescere nella speranza di raccogliere cocci sfaldati del Pd o della Pdl, ma ci porterà all’autoelisione. Destino segnato se non saremo capaci di scelte anche forti, ma necessarie. Oggi il dialogo con la PDL ed il Pd sono alquanto problematici a livello locale. Infatti la PDL, secondo me, in delirio di onnipotenza crede all’autosufficienza ed ancora nicchia rispetto alle strategie territoriali ed al necessario radicamento, fatta qualche debita eccezione, leggasi Marco Milanese. Consentitemi una battuta – continua Musto – la PDL in Irpinia senza alleati vince solo con due candidati. Il primo a Sindaco di Avellino: Silvio Berlusconi. Il secondo a presidente della provincia: Silvio Berlusconi. Altrimenti questa boria, che sembra avere pervaso la destra irpina, sarà l’ulteriore preludio all’ennesima sconfitta. A sinistra mi sembra che le posizioni siano più ragionevoli e meno personalistiche, almeno all’apparenza. Noi Cristiano Sociali siamo aperti a discutere con tutti e a mettere sul tavolo un progetto credibile per il futuro dell’Irpinia. Nell’UDC irpino c’è la necessità assoluta di un chiarimento e per questo che concordo, anche se non membro ufficialmente di nessun organo di Partito – e me ne tengo ben lontano – con l’attuale dirigenza, sulla necessità di un congresso straordinario che detti linee e che rinnovi un Partito che appare statico e poco movimentato, così come sostenuto da Antonio De Vita. E’ per questo che, se in autunno saremo ancora con l’UDC, appoggeremo il progetto di Tonino De Vita e lo sosterremo nella sua battaglia. Deficit organizzativi e strutturali accompagnati ad una linea non univoca e alla poca rappresentatività di chi dovrebbe guidare il processo locale, mettono in difficoltà l’iscritto e ci rendono interlocutori poco credibili agli occhi dei potenziali alleati. Anche la situazione nazionale, che tendenzialmente ci porta verso accordi diversi da quelli regionali, paventati o sostanziati con atti anche forti ai danni delle istituzioni provinciali e comunali, sono ancora elemento ulteriore di confusione. Confusione ancora più accentuata dal rapporto non idilliaco e spesso contrastante del senatore Pionati e del Presidente De Mita. Chiediamo chiarezza anche a nome della base, se questo non dovesse avvenire sarà necessario ripensare a tutto ciò che si è fatto tuttora. Saremo alleati sui territori con chi li saprà rappresentare e soprattutto con chi è a favore di qualcosa e non fa politica per stare contro. Con questo voglio dire che nei prossimi giorni apriremo un confronto sereno con tutti gli amici, vaglieremo gli interlocutori per il futuro e poi decideremo, ma a settembre al ritorno dalla pausa estiva saremo protagonisti di alleanze o di azioni in proprio chiare e nette con chi giudicheremo meritorio del nostro appoggio e valido per un progetto comune futuro. Con ciò non diamo l’addio a Pionati o a De Mita o all’UDC, ma sicuramente siamo delusi dal tergiversare del partito nazionale e dai tentennamenti sulle decisioni necessarie, nonchè dalla inconsistenza della proposta politica di parte di una classe dirigente da sempre a rimorchio di qualcuno, prima di Iannaccone ed ora di Pionati. I Cristiano Sociali, o come ci definiscono ancora gli ex UDEUR di Nino Musto, non sono a caccia di poltrone o di legittimazione, siamo abituati a conquistarle con i voti e così faremo anche l’anno prossimo. Noi non discutiamo gli uomini, ma i programmi, è questa la differenza tra noi e i Narcisi della politica irpina”.

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