Crisi – Settore edile: l’analisi di Piemonte (Feneal Uil)

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Avellino – “Le promesse del Governo Regionale e di quello nazionale non si stanno tramutando in opere e infrastrutture. I cantieri restano chiusi e il notevole ritardo al sostegno dell’edilizia pesa notevolmente sullo sviluppo della nostra Provincia”. E’ questo l’incipit dell’analisi di Carmine Piemonte segretario provinciale della Feneal Uil. “La crisi nel nostro settore continua a mietere posti di lavoro, la nostra provincia conta quasi 90mila disoccupati, e 7500 Cassintegrati a rischio di non riprendere più lavoro, nel nostro settore edile al 30 giugno si registrano circa 7500 lavoratori iscritti presso i CPI della provincia. Gli indicatori segnalano tutto il 2010 ancora negativo, prevedendo una lieve ripresa verso fine 2011 inizio 2012, il prezzo più alto continuano a pagarlo i lavoratori. Altra vittima delle crisi sono i redditi delle famiglie: non passa giorno che l’ISTAT non ci informi del calo continuo del potere di acquisto delle famiglie che nel primo trimestre 2010 è sceso del 2,5%. Intanto centinaia di lavoratori specializzati con alte professionalità si stanno spostando con le proprie famiglie verso il nord dell’Italia dove riescono a trovare maggiore possibilità occupazionale. E un altro dato allarmante resta lo spopolamento in molti Comuni della nostra provincia, la residenza dei soli anziani. Per la nostra Regione Campania può valere la critica che non vengono spesi i fondi europei e inoltre amministrati male molte altre risorse, ma questo non può divenire un alibi per nessuno. Vanno rafforzate tutte le intese possibili fra Imprese, sindacati ed istituzioni contro la criminalità nella nostra provincia, che negli ultimi tempi continua a muoversi disinvoltamente nella crisi sfruttando le paure di famiglie e imprese anche con l’arma dell’usura, sempre più micidiale. Una cosa è fuori discussione: i lavoratori, le famiglie, l’economia reale non possono aspettare. Non si deve essere costretti a vivere nell’ansia e nell’incertezza delle sfide che la crisi propone a tutti. Le priorità sono tre: maggiore lavoro, meno Tasse, più investimenti. Il nostro settore deve poter giocare un ruolo da protagonista su questi terreni. Intanto perché la perdita dei posti di lavoro è stata ed è forte. In secondo luogo, perché come è avvenuto negli altri settori del lavoro dipendente, la leva fiscale deve intervenire per ridare ossigeno alle buste paghe, fra le più povere dei paesi più industrializzati, e per assestare un colpo davvero duro all’intollerabile evasione fiscale che, al di la delle parole, resta un santuario in gran parte intoccabile. In terzo luogo, va restituita ai Comuni, Provincia e Regione, la fiducia nel futuro e quindi vanno incoraggiati e incentivati gli investimenti dopo la paurosa caduta testimoniata, anche in questo caso, dalle rilevazioni ISTAT per il 2009. Tali investimenti per quel che ci riguarda debbono essere posti al servizio di una grande opera di modernizzazione del paese, mettendo al centro le reti delle infrastrutture a livello provinciale e regionale, e la manutenzione del nostro territorio altamente a rischio. Restare fermi non si può, se non altro per la difficile situazione che permane nel nostro settore”.

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