Crisi in Provincia: il viaggio nel centrodestra

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Crisi in casa Provincia, il centrodestra invoca il confronto. Il gelo che si è creato tra Ds e Margherita sembra aver avvolto il futuro di Palazzo Caracciolo, in bilico tra lo scioglimento anticipato del Consiglio e la ripresa dell’attività di governo. Il Polo attacca una “coalizione incapace di amministrare perché vincolata da un’intesa politica decisa dall’alto, ma che nei fatti non si è mai rivelata tale”. Forza Italia e Udc puntano il dito contro una situazione che sta assumendo i toni di un vero e proprio melodramma. Troppe parole, troppi attacchi e nessuna mediazione. “Una crisi annunciata – precisa il consigliere provinciale in quota F.I., Generoso Cresta – Il Polo aveva già evidenziato, ad inizio legislatura, come la coalizione di centrosinistra che si era costituita, avesse trovato un’intesa solo al fine di gestire il potere e non di governare. Sono troppe le divergenze di carattere ideologico-politico per consentire a questo centrosinistra di amministrare”… in poche parole “un matrimonio non consumato”. “Una situazione strana – afferma il consigliere azzurro Giovanni Cardinale – le cui ragioni non ci sono affatto chiare, soprattutto quando le tensioni non coinvolgono più i singoli esponenti politici, ma anche l’amministrazione provinciale. Proprio per questo motivo auspichiamo un incontro esplicativo in aula”. A fargli eco il capogruppo dell’Udc in Consiglio, Arturo Iannaccone, che parla di centrosinistra “fallimentare”. “Non esiste coesione tra i partiti, né la capacità di affrontare e risolvere i problemi. È tempo di abbandonare le polemiche, alimentate dalle dichiarazioni di qualche rappresentante della maggioranza, e passare al confronto politico, finora mortificato dalla guerra che si sta consumando tra i partiti. Solo dopo un chiarimento in Consiglio si potrà decidere del futuro di questa amministrazione: l’Ente Provincia ha funzioni troppo importanti per rimanere ancora paralizzata”. Una bagarre, dunque, figlia di una vecchia “antipatia” tra Ds e Margherita che stenta ad appianarsi. “Dopo che si sono combattuti per oltre cinquant’anni è quasi normale che oggi fatichino a stare insieme”. Ad affermarlo l’esponente dello scudo crociato a Palazzo Caracciolo, Franco Di Cecilia. “Questa crisi è l’ennesima di una serie infinita di divergenze politiche nate in questo secolo di bipolarismo malato, sia nella nostra provincia che nel resto del Paese. Il centrosinistra irpino – continua – ha dimostrato che sa vincere le elezioni ma non sa governare. È necessario affrontare la questione in aula, sperando che tale confronto non si riveli, ancora una volta, una bolla di sapone. L’Ente Provincia deve essere laboratorio di coesione politica, di nuove forme di bipolarismo e non il catalizzatore di litigiosità croniche”. Insomma una battaglia che vede, stranamente, il centrodestra spettatore. Una battaglia tutta ‘in famiglia’… che, per il momento, sembra lasciare sul campo solo feriti. (di Marianna Morante)

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