Crisi alla Fma, Morsa: “Sindaci e banche facciano qualcosa”

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Avellino – “La crisi in cui versa tutto il settore metalmeccanico irpino sta toccando livelli di emergenza assoluti. Astec, Arcelor, Asm ed Fma sono tra quelle più colpite. La Fma, con l’ultima cassa integrazione dichiarata, è arrivata a 23 le settimane di stop con l’effetto di una perdita di salario di 3mila euro nel 2008 e la prima busta paga del 2009 non arriva a 900 euro per i lavoratori con due figli a carico”. È la lucida analisi di Giuseppe Morsa, della Fiom Cgil che in una nota continua: “Siamo in vera e propria crisi sociale. Per questo crediamo che sia indispensabile che il Governo metta subito in campo gli aiuti al settore e che siano vincolati al mantenimento dei livelli occupazionali degli stabilimenti Fiat in Italia. E’ altrettanto indispensabile che la Fma faccia la sua parte presentando un piano industriale che preveda una nuova missione produttiva per lo stabilimento di Pratola Serra. E’ davvero intollerabile il silenzio da parte della dirigenza di Fma sulle richieste da parte del sindacato di avere risposte sulla nuove missioni produttive. Nello specifico chiediamo che i sindaci, oltre a sostenere le iniziative che sindacati e lavoratori stanno mettendo in campo per mantenere la produzioni in Irpinia, si facciano carico di prevedere delle agevolazioni ai cassintegrati come ad esempio la riduzione delle imposte comunali e la diminuzione dei costi delle rette per il trasporto scuolabus e mensa scolastica. Ognuno deve fare la propria parte. In ultimo crediamo, che anche le banche debbano avere più attenzione per chi ha stipulato un mutuo per l’acquisto della propria casa ed ora ha difficoltà a pagare la rata tenendo in considerazione il salario che un cassintegrato percepisce, senza aggravi di interessi”.

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