Criptovalute: ecco cosa sono e cosa sapere prima di investire

Criptovalute: ecco cosa sono e cosa sapere prima di investire

16 Settembre 2020

Sono passati appena 3 anni o poco più dal boom che ha interessato Bitcoin, portando alla ribalta non solo la creatura di Satoshi Nakamoto, ma tutto il mondo delle criptovalute.

La crescita e la scoperta delle criptovalute è un esito d’altronde scontato se si pensa che a fine dicembre la capitalizzazione di Bitcoin è schizzata alle stelle, raggiungendo vette che hanno toccato i 645 miliardi di USD, per poi ricadere verso i 450 miliardi di dollari di capitalizzazione già nel 2008.

Ciononostante, si perdevano i racconti di giovani nerd che avevano comprato Bitcoin in passato per comprare oggetti online e si ritrovavano ora con bitcoin per il valore di migliaia e migliaia di dollari.

Ragion per cui, qui di seguito procederemo col darvi un’infarinatura riguardo ciò che è effettivamente una criptovaluta come appunto la più famosa tra esse, Bitcoin, e come non solo acquistarne quanto più che altro investire su di essa come si fa anche per il mercato valutario.

Se si è invece già avvezzi a questo mondo e si vuole fare un passo successivo approfondendo ulteriormente l’argomento, vi consigliamo di dare un’occhiata a Criptovalute24 per rimanere costantemente aggiornati e informati.

Criptovalute: nascita e utilizzo

“Cryptocurrency”: è così che gli anglofoni chiamano l’argomento che stiamo andando ora ad analizzare, ed è traducibile in italiano con “criptovaluta” o anche “criptomoneta”.

Ciò che ci interessa però è l’origine del termine: “cripto” infatti è una parola greca e significa “nascosto, celato”. Ciò si riferisce a una delle caratteristiche principali delle criptovalute e cioè il fatto che questa è visibile ed utilizzabile solamente se si è a conoscenza di un codice informatico, la cosiddetta “chiave d’accesso”. “Moneta” invece, o valuta, sta a rappresentare il fatto che essa è un’unità di scambio che ha lo scopo di facilitare il trasferimento di beni e servizi.

La “moneta nascosta” ha le se origini in un progetto del misterioso inventore di Bitcoin, una o più persone conosciute sotto lo pseudonimo di Satoshi Nakamoto. E’ con questo pseudonimo infatti che verrà consegnato al mondo di internet il whitepaper di Bitcoin per la prima volta più di 10 anni fa, nel 2008 per l’esattezza.

Ora, la peculiarità che caratterizza le criptovalute è che queste sono prima di tutto una “moneta” che di fatto non ha forma fisica nel mondo generale e che viene perciò generata e scambiata esclusivamente per vie digitali. Queste infatti, una volta generate, verranno depositate in “portafoglio digitale” detto e-wallet, che non ha anch’esso alcuna caratteristica dei portafogli veri e propri a cui siamo abituati, poiché non ha forma fisica ovviamente.

Quindi, per lo scambio e utilizzo di questi tra un acquirente e un venditore, dovremmo avvalerci di mezzi esclusivamente digitali e tecnologici, nello specifico avremo bisogno di due dispositivi elettronici in grado di eseguire un’operazione P2P (peer to peer): basterà questo e nessun altro intermediario per concludere l’operazione.

Criptovalute: come investire

Al momento abbiamo a disposizione non solo Bitcoin, ma una sfilza incredibile di criptovalute: sono infatti più di 6000 le “monete virtuali” attualmente disponibili su internet. E’ Bitcoin, però, a rimanere quella di maggior valore e a cui tutti guardano.

Per guadagnare però grazie a questa nuova forma di concepire la moneta, abbiamo anche altri modi che non siano quello di comprare la criptomoneta in sé. Infatti, è possibile oramai puntare sull’andamento di una criptovaluta su un mercato azionario grazie a degli strumenti finanziari derivati chiamati CFD.

I CFD, cioè i “contratti per differenza” (in italiano), sono uno strumento utilizzato principalmente sulle piattaforme di trading online che ci permetterà di guadagnare sia che la quotazione di una criptomoneta salga, sia che la quotazione scenda. Le piattaforme migliori per utilizzarli al momento hanno tutte grossomodo delle caratteristiche principali facilmente individuali.

Prima di tutto, il broker online deve assicurare e dimostrare di avere tutte le autorizzazioni, certificazioni e licenze per operare sul nostro territorio (ad esempio, sarà utile controllare che esso sia in possesso di certificazioni CONSOB e CySEC nello specifico per il caso italiano). Fatto ciò, dovremmo assicurarci che non ci siano costi nascosti o commissioni esose per i nostri investimenti: è noto infatti che i miglior broker online non solo permettono di aprire gratuitamente un conto online con cui investire (a differenza per esempio delle banche), ma anche di fare operazioni di trade senza commissioni eccessive.

Ciononostante, ricordiamoci sempre che stiamo parlando di trading: questo significa che ogni volta che investiamo, il nostro capitale è in pericolo e può svanire per sempre da un momento all’altro.