Cassa integrazione in preoccupante ascesa. Quella ordinaria calcolata nel mese di settembre in un anno è cresciuta di oltre il 68 per cento, sfiorando il picco dell’80 per cento tra gli operai. Sono questi gli ultimi dati forniti dall’Inps – che ha fotografato il progressivo peggioramento della situazione occupazionale – ed avvalorati dalla dichiarazione resa da Giuliano Amato: “È a rischio un milione di posti di lavoro”.
In un solo mese la cassa integrazione ordinaria è aumenta in media del 53 per cento e che tra gli impiegati l’impennata ha raggiunto il 113,79 per cento. Primi ad essere colpiti, ad esempio, sono coloro che hanno i contratti a tempo, a progetto, interinali. Insomma, i precari. Secondo la Fiom sono quasi 200 mila i precari nell’industria metalmeccanica. Circa 500 mila in tutta l’industria. La maggioranza della precarietà si concentra nel pubblico impiego e nel settore dei servizi.
L’epicentro della crisi resta l’industria. Fiat, Ilva, Electrolux, Aprilia: sono solo alcune delle aziende che negli ultimi giorni hanno ridotto la produzione e utilizzato la cassa integrazione.
La cassa integrazione straordinaria invece almeno per ora cresce meno di quella ordinaria ma il rischio è che nell’emergenza, si copra la falla con la cassa integrazione ordinaria. Presto potrebbe esserci un passaggio dall’una all’altra, mentre le prospettive sono nerissime.
Redazione Irpinia
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