Credito d’imposta, bonus per le imprese meridionali che acquistano beni strumentali

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Al fine di rinforzare in maniera intelligente e specifica il tessuto produttivo del Paese, con un emendamento al Ddl di conversione del decreto sul Mezzogiorno, approvato dalla Commissione Bilancio della Camera, è stato aumentato, al massimo consentito, il credito d’imposta per gli investimenti in beni strumentali.

Introdotto con la Legge di Stabilità 2016, il credito d’imposta agevola l’acquisizione, da parte delle imprese meridionali, anche tramite leasing, di beni strumentali nuovi destinati a strutture produttive localizzate nel Mezzogiorno.

Ed, in particolare, per le grandi aziende situate in: Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sicilia e Sardegna. Si passa dall’attuale 10% al 25%, per le medie dal 15% al 35% e per le piccole dal 20% al 45%.

Percentuali minori sono previste, invece, per 86 località del Molise e dell’Abruzzo (province di Campobasso, Isernia, L’Aquila, Pescara, Teramo, Chieti): 10% per le grandi; 20% per le medie; 30% per le piccole.

Le imprese che intendono fruire del credito d’imposta devono presentare una comunicazione in via telematica all’Agenzia delle Entrate (provvedimento AdE del 24 marzo 2016).

Altro fattore assai rilevante riguarda l’ampliamento della base su cui calcolare l’agevolazione. Il bonus sarà calcolato al lordo degli ammortamenti fiscali ricavati nel periodo d’imposta per beni appartenenti alle medesime categorie di quelli oggetto dell’investimento (macchinari, impianti e attrezzature), con esclusione delle estinzioni relative al bene agevolato.

L’emendamento, inoltre, prevede la cumulabilità del credito d’imposta Sud. Il cumulo viene concesso entro il limite dell’intensità o dell’importo di aiuto più elevati consentiti dalle regole Ue.

E’ cumulabile con il superamento del 140%. Periodo ammesso: investimenti realizzati a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2019 effettuati successivamente alla data di pubblicazione della Legge di conversione del DL.