Covid-19, fase 2. La Cgil: nessun accordo raggiunto con Comune di Avellino e Regione

Covid-19, fase 2. La Cgil: nessun accordo raggiunto con Comune di Avellino e Regione

19 Aprile 2020

“Nessun accordo è stato mai raggiunto con il Comune di Avellino né tantomeno nulla è stato sottoscritto insieme alle altre Parti sociali”. Ad affermarlo il segretario generale della Cgil di Avellino Franco Fiordellisi.

“Una proposta di ripartenza per la cosiddetta fase è stata discussa l’altro giorno nel corso di una conference-call e nella mattinata di ieri attraverso telefonate intercorse con il sindaco di Avellino, Gianluca Festa, ma fino a questo momento non è stato sottoscritto alcun accordo. Infatti, restano da definire dei punti per noi essenziali, mentre ve ne sono altri assolutamente non condivisi. Per la Cgil Avellino è fondamentale rifarsi alle regole nazionali definite anche con le parti sociali e successivamente verificare le peculiarità territoriali”.

“Noi chiediamo di rendere legislativamente cogenti le tutele del protocollo sicurezza ad ogni livello. Per noi la discussione non vuol dire sottoscrizione e lo avevamo chiarito anche al sindaco Festa, il quale ha detto che di sua sponte, comunque avrebbe mandato il documento alla Regione”.

“Quindi per quanto ci riguarda è confermato il fatto che si continua ad agire ad ogni livello nel rispetto dei Dpcm del 10 aprile scorso. Martedì prossimo nella conference-call con la Prefettura continueremo a ribadire che si potrà ripartire solo alzando il livello sicurezza e della tutela della salute, con specifico tavolo in Prefettura”.

“Non bisogna correre troppo. Quando si deciderà di riaprire, lo si dovrà fare con assoluta gradualità e certezze di sicurezza. Di fatto sino al 4 maggio siamo nella fase 1! Quello che è successo nel comune di Saviano dimostra tanta superficialità e sottovalutazione”.

“Ribadiamo, infine, che siamo ancora nella fase 1, anche se il trend generale della pandemia mostra miglioramenti: il numero delle persone infette rimane elevato così come quello dei decessi. Quindi conviene restare in casa e non avere fretta”.