Costi della politica: Aurisicchio presenta 4 proposte di legge

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Avellino – Comunità montane, piccoli Comuni e Province: il parlamentare Raffaele Aurisicchio del gruppo di Sinistra democratica ha presentato alcune proposte di legge che tendono alla riforma degli enti locali per ridurne i costi di gestione. Si parte con il Consiglio generale degli enti montani, che dovrebbe essere composto da tre rappresentanti dei Comuni, due di maggioranza e uno di minoranza, a prescindere dal numero di abitanti del comune rappresentato, per estendere la riforma alla composizione dell’esecutivo, che dovrebbe essere di cinque assessori per Comunità montane fino a sessantamila abitanti e sette per quelle che superano il limite. Oggi gli enti montani possono eleggere esecutivi composti fino a dieci assessori. Le Comunità montane, la cui popolazione supera la soglia dei sessantamila abitanti, sono pochissime in Italia, meno di dieci. E tra queste, una delle più grandi è proprio in Irpinia e riguarda il territorio dell’Ufita. Verrebbero tagliati anche gli stipendi, che passerebbero sotto la voce di rimborsi spese e non di indennità di carica. La seconda proposta di legge riguarda la revisione dei meccanismi per la elezione dei Consigli comunali nei centri abitati da meno di cinquemila persone: i cittadini voterebbero il sindaco e chi vince le elezioni conquisterebbe i due terzi dei seggi. Alla minoranza i consiglieri verrebbero assegnati seguendo il metodo D’Hondt. Questo darebbe nuovamente un senso al dato politico, considerato che nei localismi prevale il rapporto di parentela e di vicinanza tra i candidati. Aurisicchio immagina anche l’intervento sulle circoscrizioni: la normativa in vigore prevede la possibilità di istituire quella struttura anche nei comuni con almeno trentamila abitanti , mentre lo sbarramento dovrebbe essere fissato in trecentomila abitanti, tenuto presente che, allo stato, le circoscrizioni non hanno brillato in fatto di efficienza. Non vengono “risparmiati” gli esecutivi nei Comuni e nelle Province, che verrebbero ridotti. L’iniziativa parlamentare è stata presentata nel corso della conferenza stampa, organizzata questa mattina nella sede di Sinistra democratica e prevede, in pratica, la profonda rivisitazione del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267.

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