Pene aumentate per gli affiliati del clan Cava. La Corte d’Appello presieduta da Marotta non è stata clemente col boss e gli affiliati del Clan Cava, che ha visto aumentare le pene quasi a tutti gli esponenti. L’inchiesta che si è conclusa nel 2008, fu denominata “Tempesta”, ed ha visto quasi debellata l’intera famiglia quindicese.
Al capostipite Biagio Cava sono stati confermati 30 anni, al fratello Antonio la condanna è aumentata da 18 a 22 anni e 5 mesi. A far specie la condanna di Armando Della Pia e Luigi Ferrero che erano stati assolti nel primo grado di giudizio e che in secondo grado hanno avuto rispettivamente 7 e 8 anni. Stessa sorte per Santolo Fabi, Pellegrino Capaccio, Bernardo Cava, Maurizio Festa e Antonio D’Angelo, le cui condanne sono aumentate.
Al contrario, Aurelio Pacia, Giuseppe Menna e Sabato Guerriero hanno visto una Corte d’Appello più clemente che ha ridotto loro le pene. Assolto invece, dopo una condanna in primo grado a 4 anni, Salvatore Di Maio.
