Corruzione: nuovo record della Campania, che guadagna il podio con un secondo posto accodandosi alla Sicilia.
Nelle regioni del Sud infatti si concentra il maggior numero di reati per corruzione. E’ il dato emerso dal Giudizio sul rendiconto generale dello Stato della Corte dei Conti.
In Campania, nel 2008, si è verificato l’11,46 per cento del totale degli illeciti denunciati in tutta Italia.
Ma cambiano anche le modalità della corruzione.
Viene bandita l’obsoleta ‘bustarella’, infatti, come scrivono i magistrati contabili “… il passaggio di denaro contante è in uso solo in ambiti locali ristretti o rivolto a funzionari aventi un basso profilo d’impiego”.
La nuova ‘moda’ detta nuove ‘regole’: oggi, così come si legge nel Giudizio, la consuetudine è rappresentata dalla “fatturazione di compensi per presunte consulenze, rimborso di spese elettorali, rimborso di presunte spese di viaggio e/o di rappresentanza. Oppure da sovrafatturazioni di operazioni commerciali, fatturazioni di operazioni inesistenti, utilizzo di società cartiere, ecc”.
I settori più colpiti, secondo la magistratura contabile, sono la sanità, le assunzioni del personale, la concessione di finanziamenti e gli appalti pubblici. Seguiti a ruota dall’edilizia privata, dall’università, dalle consulenze e dallo smaltimento dei rifiuti.
Nel 2008 le Sezioni giurisdizionali contabili di primo e secondo grado hanno emesso 110 sentenze per fatti di corruzione ascrivibili ad agenti pubblici: le condanne sono state 98 per oltre 117 milioni di euro, con un incremento di 18,8 milioni di euro rispetto del 2007.
Le regioni italiane che si attestano ai primi posti della classifica sono, dopo Sicilia e Campania, Puglia, Calabria, unica regione del nord la Lombardia.
Redazione Irpinia
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