VIDEO/Corruzione e camorra, Gubitosa: la politica non può aspettare le sentenze per indignarsi

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AVELLINO- “Quando dico che per alcune vicende non è assolutamente necessario attendere le sentenze, non voglio certo asserire che i processi sono inutili o che si possa derogare ai diritti costituzionalmente sanciti degli imputati, me ne guarderei bene. Voglio invece ribadire che per la politica e per la società civile, prendere le distanze da persone per cui è stata oggettivamente dimostrata già in una fase preliminare una chiara condotta violenta, prevarivatrice, insomma una condotta mafiosa, diventa un fatto doveroso. Perché la politica, la società civile e la cittadinanza avrebbe davvero bisogno di attendere un verdetto giudiziario per prendere le distanze?

Penso proprio che si possa arrivare un secondo prima ed isolare quanti si rendono protagonisti di vicende corruttive o di violenza per le quali il processo può avere solo una funzione di determinazione della sanzione, della colpevolezza ma non sicuramente di accertare se l’indagato si è comportato con disciplina e onore, considerando quanto da atti risulti è così evidente la prova e la gravità delle loro condotte. Questo non vuol dire che le sentenze non debbano essere rispettate e che ci sia un percorso superfluo o inutile. Solo che la sanzione penale viaggia su un binario parallelo a quello della politica “.

E’ quanto ha voluto chiarire e ribadire nella Sala Blu del Carcere Borbonico il vicepresidente del M5S e componente della Commissione Antimafia, Michele Gubitosa, partecipando tra il pubblico alla manifestazione e venendo sollecitato ad intervenire dal Procuratore Antonio Guerriero nel corso dell’iniziativa della presentazione del “Sapore dell’ingiustizia”.

E proprio sull’opera del Procuratore Guerriero ha voluto cogliere la necessità di evidenziare e sottolineare alcune sfaccettature, ricordando come ha avuto l’onore di poter sedere tra i banchi della Commissione Antimafia insieme a magistrati come Roberto Scarpinato e Federico Cafiero de Raho:

“Proprio grazie al confronto con due grandi magistrati ho capito che negare l’esistenza delle mafie è il miglior modo per fargli un favore – ha spiegato Gubitosa – per fortuna ci sono testimonianze come quelle del Procuratore Guerriero, un lascito alle giovani generazioni per ricordare che non bisogna girarsi dall’altra parte, troppo comodo e facile negare l’esistenza delle mafie o addirittura favorirle con il silenzio.

Una straordinaria attualità quella che ho letto nelle pagine del libro del Procuratore Guerriero e per cui ho riscontro continuo anche dal confronto quotidiano con i colleghi che mi onoro di avere in Commissione. Il messaggio è chiaro: le mafie, la camorra e la n’drangheta si possono combattere se non ci giriamo dall’altra parte, ma soprattutto se non rinunciamo ad indignarci.

Il rischio più alto che percepisco, purtroppo, è che ci sia una “normalizzazione”, che i cittadini guardino a questi fenomeni di violenza come ad un fatto normale. Minimizzare contestazioni gravi a carico di indagati ed imputati, demandare tutto alla sola sanzione giudiziaria, necessaria per l’accertamento di profili penali è solo un modo per procrastinare o evitare di assumere decisioni necessarie per la politica e la società civile”.