Corpo Forestale dello Stato: sottoposta a sequestro l’area archeologica di Torre Le Nocelle

Corpo Forestale dello Stato: sottoposta a sequestro l’area archeologica di Torre Le Nocelle

26 Giugno 2021

Riceviamo e pubblichiamo integralmente la nota di Simone D’Anna.

“Grazie all’impegno profuso in questi giorni dalle forze dell’Ordine della provincia di Avellino, il sito di Campo Ceraso nel Comune di Torre Le Nocelle, uno dei più importanti insediamenti (villaggi) pluristratificati preistorici dell’intera Regione, è stato “messo in sicurezza” da eventuali danneggiamenti mediante un provvedimento restrittivo, ovvero il sequestro penale preventivo”.

“Questo importante ed encomiabile risultato è stato possibile grazie all’impegno costante e particolarmente scrupoloso, messo in atto dal Maresciallo dei Carabinieri Forestali di Mirabella Eclano, Armida Rebruga e dal Comandante dei Carabinieri Forestali di Avellino, il Tenente Colonello Fernando Sileo, ai quali va pertanto tutto il mio ringraziamento e mi permetto di dire, anche quello dei tanti amici irpini e campani quotidianamente impegnati per la salvaguardia dei beni culturali della nostra provincia”.

“Detto ciò, il mio ultimo auspicio è che una volta esaminati gli atti, la Magistratura oltre a confermare l’efficacia di tale provvedimento imponga anche il ripristino dello stato dei luoghi”.

“Questo gravissimo episodio dimostra che nella nostra provincia, mai come ora, i Beni Culturali corrono un rischio altissimo, e che bisogna intervenire con la massima urgenza, rafforzando e non riducendo, la presenza dei funzionari archeologi, in quanto rappresentano un presidio territoriale indispensabile se si vuole effettivamente preservare e tutelare i siti archeologici e ciò che loro rappresentano per l’identità storica e culturale del nostro territorio”.

“Il mio ringraziamento alle forze dell’ordine è un atto dovuto tenuto conto del fatto che le funzioni statali di tutela del nostro patrimonio culturale sono attribuite dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, ora MiBACT con l’inserimento del Turismo; ciò vale a dire che questo gravoso compito non può essere demandato all’impegno esclusivo di chi è già oberato da altri innumerevoli impegni”.

“E’ mia personale opinione che la riorganizzazione del MiBACT, la cosiddetta Riforma Franceschini, in quanto fortemente voluta da questo Ministro, che ha spinto per una politica di razionalizzazione e riduzione della spesa pubblica, e soprattutto nell’accorpamento delle tre soprintendenze, archeologica belle arti e paesaggio, in un’unica Direzione Generale “archeologia, belle arti e paesaggio” da lui definita “una grande rivoluzione” sia stata in realtà un grandissimo fallimento che rischia di produrre danni irreparabili ai siti archeologici di tutta Italia”.

“I rappresentanti politici irpini presenti in Parlamento hanno quindi il dovere civile e morale di intervenire con la massima urgenza, ove mai ne avessero la voglia, per impedire che l’unico presidio di tutela culturale della nostra provincia venga stravolto e rappresentato da una sedia vuota. La tutela si esercita quotidianamente con la presenza fisica sul territorio e non a mezzo di note e comunicati scritti da dietro ad un computer”.

“Le ricorrenti, e mi permetto di dire, anche antipatiche operazione di propaganda relative a sensazionali scoperte archeologiche e inaugurazioni di grandi eventi non possono coesistere con il depotenziamento delle soprintendenze archeologiche altrimenti l’unica cosa da vedere nel prossimo futuro nei musei italiani saranno le tediose interviste del Ministro Dario Franceschini”.