Avellino – Contro le violenze sulle donne. Contro la xenofobia e la camorra: Maria Grazia Valentino, segretaria regionale del Prc-Se commenta gli ultimo ‘orrori’ registrati sulla cronaca nazionale e le ‘incongruenze’ segnate da quella locale.
“Non solo Giovanna Reggiani. Una studentessa inglese sgozzata a Perugia, una donna stuprata a Cagliari, una ragazza assalita a Jesi, una bambina violentata dal padre. E’ questo il bollettino di guerra degli ultimi due giorni che grida l’orrore della violenza che sempre più donne sono costrette a subire. E infatti le statistiche ci dicono che, mentre gli omicidi, i furti e gli scippi sono in calo, tra i reati violenti l’unico ad aumentare considerevolmente è la violenza sulle donne. Violenze fisiche, sessuali o stupri, che nel 2006 hanno colpito più di un milione di donne. Forse sorprenderà qualcuno, ma i dati del Viminale raccontano che, nel 70% dei casi, le violenze contro le donne avvengono tra le tranquille mura domestiche. Ma allora, volendo seguire l’ossessione emergenzialista e securitaria sposata da Veltroni e Amato, piuttosto che le espulsioni facili degli immigrati, avrebbero dovuto introdurre una nuova e moderna figura: il poliziotto di famiglia. Mi pare evidente, dunque, che non è questa la strada da seguire. Un antico principio liberale afferma che la legge dovrebbe essere uguale per tutti: i reati infatti andrebbero perseguiti sia se a commetterli sono gli italiani, sia se lo fanno gli immigrati. Una disciplina differenziata sarebbe semplicemente razzista oltre che inutile a ridurre i reati, in particolare quelli contro le donne che sono i più odiosi. La verità è che questo clima è emergenziale e certe scelte razziste hanno in qualche modo alimentato l’odio contro i migranti e in particolare contro i rom. E nessuno pare più ricordarsi che è stata proprio una romena, anche lei una donna, ad aver denunciato l’assassinio di Giovanna Reggiani. L’emergenza che riguarda i migranti e i rom in questo paese, è perlopiù un’emergenza sociale. Basterebbe guardare le condizioni, indegne di un paese civile, in cui molti di loro vivono in Italia. Credo che molti più fondi andrebbero investiti per l’integrazione dei migranti e per la bonifica del profondo disagio che si vive nelle nostre periferie urbane. E poi, soprattutto nel Mezzogiorno, la vera emergenza di ordine pubblico è e resta la camorra. Anche nella nostra provincia, non più isola felice, la camorra, assoldando anche e non solo i migranti, sta provando a mettere sotto il proprio controllo criminale l’intero ciclo degli appalti in Irpinia. Questo significano gli attentanti intimidatori verificatisi in alcuni cantieri, perfino nel centro di Avellino, negli ultimi mesi. Un allarme in tal senso ce lo forniscono anche i dati pubblicati recentemente dall’autorità di Vigilanza sui Lavori Pubblici. Questo rapporto ci ricorda che, in media, le gare d’appalto in provincia si vincono con ribassi altissimi del 30%. Ma quasi l’intero mondo imprenditoriale politico e istituzionale fa finta di non vedere”.
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