Sono dieci i pullman che partiranno da Avellino per prendere parte alla grande manifestazione organizzata dalla Coldiretti, che si tiene a Bologna mercoledì 11 luglio. Numerose le questioni sul tappeto. Si tratta di una protesta finalizzata a difendere i prodotti alimentari italiani e con essi la salute dei cittadini, la qualità dell’ambiente e il reddito delle imprese agricole. Una giornata di mobilitazione per dire “NO” ai tentativi di standardizzare ed omologare verso il basso la qualità dell’agricoltura italiana, per asservirla ad un modello di sviluppo produttivistico, contrario all’interesse delle imprese, dell’ambiente e dei consumatori. In particolare si contesta il tentativo di cancellare la legge sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine degli alimenti per favorire le importazioni, il via libera all’invecchiamento artificiale con i trucioli e la proposta di sperimentare gli Ogm in prodotti base dell’agroalimentare nazionale. “Occorre immediatamente applicare – afferma il direttore della Coldiretti di Avellino Giuseppe Licursi – le norme contenute nella legge 204 del 2004, ottenuta grazie alla raccolta di un milione di firme da parte della Coldiretti, per rendere obbligatorio l’indicazione in etichetta dell’origine dei prodotti in vendita nei supermercati. Una richiesta che l’Irpinia – aggiunge Licursi – sosterrà in maniera decisa aderendo alla più grande manifestazione promossa dagli agricoltori negli ultimi anni, che con lo slogan ‘Giù le mani dalla qualità italiana’ si tiene mercoledì a Bologna” . Al centro della protesta le politiche del ministro Paolo De Castro. La Coldiretti punta a creare un nuovo rapporto di filiera fondato sulla possibilità per l’impresa agricola di giocarsi il suo ruolo in condizioni di pari opportunità con il resto degli attori economici. “Si tratta di un risultato che dobbiamo ottenere – afferma il direttore Giuseppe Licursi – importante per la nostra provincia in cui le risorse agricole sono volano dello sviluppo economico. L’Irpinia – conclude Licursi – sente molto queste problematiche. Ed è per questo che gli agricoltori aderiscono convinti alla manifestazione di Bologna. Non permetteremo che la traccia e l’impulso che Coldiretti ha saputo dare all’intera agricoltura si affievolisca”. Il presidente Carlo Pizza, il direttore Licursi e il vice direttore Giovanni Colucci nei giorni scorsi hanno incontrato i rappresentanti delle istituzioni, degli enti, dei partiti politici per presentare il documento che sintetizza le ragioni della giornata di mobilitazione e hanno ricevuto la più totale adesione ad una battaglia finalizzata ad ottenere “un’inversione di tendenza della politica agricola”. Intanto domani, 10 luglio, si terrà a Roma, in piazza Montecitorio la manifestazione “Contro i falsi dalla Cina la Coldiretti prepara in piazza la vera passata made in Italy”. Dopo l’allarme sui rischi di contaminazioni dei prodotti provenienti dalla Cina che, oltre ai dentifrici, potrebbero interessare anche le conserve di pomodoro le cui importazioni in Italia sono aumentate del 150 per cento, la Coldiretti scende in piazza Montecitorio, dove gli imprenditori agricoli prepareranno l’autentica “pummarola”, utilizzando solo pomodoro rigorosamente italiano.
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