Conto obbligatorio per pensioni sopra mille euro, il no della FpCisl

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La Federazione Pensionati Cisl di Avellino si schiera contro le nuove disposizioni che impongono il limite di 1.000 euro per tutti i pagamenti in contanti, ivi comprese le pensioni. “L’INPS – scrive il segretario provinciale Carlo Colarusso – avrebbe inviato una lettera a tutti i soggetti che ricevono dall’Istituto un pagamento a titolo di pensione, indennità o rendita Inail di importo mensile netto complessivamente superiore a 1.000 euro, invitando gli interessati ad aprire un conto corrente bancario o postale oppure altra modalità elettronica di pagamento e a comunicarne gli estremi alla locale sede dell’Inps (o, se si tratta di conto corrente postale, direttamente all’ufficio pagatore) entro la data che, attualmente, è stata fissata per il 6 marzo. La Presidenza dell’INPS invece, approfittando dell’approvazione del Decreto Legge n.201 del 6 dicembre 2012 ha inviato la richiesta anche ai pensionati che percepiscono importi inferiori ai 1000 € gettando nell’angoscia gli oltre 74.000 pensionati irpini che ricevono pensioni nette inferiori a tale cifra”. Colarusso è perentorio: “Questo modo di procedere dell’Istituto è ingiusto. La FNP CISL attraverso la Segreteria Nazionale aveva chiesto nell’incontro INPS – OO.SS. del 21 dicembre scorso, di mantenere comunque il pagamento in contanti nel limite massimo stabilito per i soggetti che lo richiedevano, fermo restando l’accredito del rimanente. Questo soprattutto in previsione del pagamento a Dicembre delle 13°. Invece la lettera inviata dal Presidente dell’INPS ha generato le proteste di tanti pensionati che si sono rivolti a questa Federazione per intervenire sulla questione. “ “Noi siamo contrari – ha continuato Carlo Colarusso – a questa imposizione verso i tanti titolari di pensioni al minimo, che percepiscono per altro somme inferiori ai 500 €, ad aprire conti correnti bancari o postali o addirittura carte di credito pre- pagate. Non ci si rende conto che ci troviamo di fronte a persone anziane che non hanno dimestichezza con bancomat o apparecchiature telematiche che in Irpinia sono circa 35 mila pensionati. Molti giornali ed alcuni politici e sindacalisti – ha detto Carlo Colarusso – hanno visto in questa manovra una particolare predisposizione a favorire i grossi gruppi finanziari quali Banche e Posta, ma occorre fare chiarezza. Una cosa sono le pensioni superiori ai 1000 € che nella nostra realtà provinciale sono appannaggio dei ceti medi, impiegati, funzionari, professori ecc. che già hanno provveduto a far accreditare la pensione sul conto corrente sul quale veniva accreditato per legge lo stipendio. Altra realtà sono gli invalidi civili, i possessori di assegno di accompagnamento, i lavoratori agricoli, i pensionati al minimo che hanno sempre riscosso direttamente agli sportelli postali che, per altro sono gli unici presenti in tutti e 120 comuni della provincia. Quindi noi siamo per il rispetto della Legge e ci batteremo affinché questa imposizione dell’INPS venga vanificata. Una nota dolente – ha concluso Carlo Colarusso – è rappresentato dal fatto che l’INPS sta procedendo alla sospensione di 130 mila prestazioni legate al reddito, in applicazione del nuovo dispositivo di legge che sanziona in questo modo il pensionato che non risponda alla richiesta di presentare il modello Red. Invito tutti i nostri pensionati che hanno ricevuto l’ultimo avviso di inviare i redditi per gli anni che sono stati richiesti perché rischiano di non avere la pensione dopo il termine di 60 giorni”.

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