La mostra mercato del tartufo nero di Bagnoli si rinnova anche quest’anno l’ultimo fine settimana di ottobre, dal 24 al 26, in concomitanza con la XXI edizione della sagra della castagna.
Il tartufo nero tipico dei boschi del Borgo Terminio Cervialto è noto ed apprezzato fin dall’antichità. I Borbone prediligevano solo ed esclusivamente il tubero irpino e avevano tassativamente vietato, ai cuochi della corte, di servire sulle loro tavole altre qualità del prezioso fungo, portato a Napoli da un ristretto gruppo di raccoglitori di fiducia del re. Tra marzo ed aprile nei boschi che circondano il bacino del Lago Laceno i raccoglitori esperti seguiti da cani dal fiuto infallibile sono un complemento abituale del paesaggio dell’Alta Irpinia. Lo stesso vale per i massicci del Terminio e del Cervialto, habitat naturale del tartufo che tuttavia è possibile trovare anche lungo tutta la fascia dorsale dei Monti Picentini, al confine tra le province di Avellino e Salerno.
Per acquisti sicuri è necessario dotarsi di pazienza e disponibilità di tempo. A Bagnoli c’è una bottega di prodotti tipici che vende diverse specialità a base di tartufo come i latticini al tartufo, ma il tubero si trova anche nella zona del Laceno dove per lo più funziona il passaparola ed i consigli di quanti vivono e lavorano lassù. Capita allora di trovare straordinari tartufi, appena raccolti, nel mini-market, nel bar o negli alberghi.
Il periodo di raccolta va da metà novembre a metà marzo per il nero pregiato (tuber melanosporum vitt) e dal primo maggio al 30 novembre per il tartufo estivo (tuber aestivum vitt). Il primo, di colore intenso, ricco di sapore e molto profumato, rappresenta il prodotto di pregio, mentre il secondo più economico e diffuso, meno profumato, ma ottimo, è una valida alternativa. Per degustarlo, i consigli degli esperti suggeriscono di sbriciolare il tubero, unirlo ad olio extra vergine d’oliva e accompagnare il condimento ottenuto a carni, riso e ovviamente ravioli o tagliatelle caserecce.
Il tuber mesentericum è il tartufo nero tipico dei boschi del Borgo Terminio Cervialto, in particolare si trova nelle zone di Bagnoli. È raccolto dal 1 settembre al 31 gennaio. Il mesenterico si presenta con corteccia sempre ruvida, polpa nera o violacea con sottili venature chiare ramificate. Oltre a raggiungere dimensioni di tutto rispetto (sono stati trovati esemplari grandi quanto un pompelmo) è considerato una efficace sentinella dell’ambiente, visto che non cresce nei terreni inquinati. È una specie molto simile al cosiddetto scorzone estivo, ma si differenzia da esso per l’odore forte e pungente. Proprio questa caratteristica fa del tartufo di Bagnoli il vero tartufo da tavola, che riesce a connotare le pietanze alle quali viene abbinato. Il profumo ricorda il bitume o l’acido fenico e pertanto è molto caratteristico. Il sapore leggermente amarognolo. Con queste peculiarità lo ricercano gli estimatori.
Il delizioso tubero e un vero è proprio tesoro sotterraneo per il comune irpino che in questi giorni ha registrato la scoperta di un tartufo record. Nei magnifici boschi di faggio in simbiosi con querce, betulle e noccioli in questi giorni Mario Iannella ha trovato un tartufo record. Un pezzo di circa 7 kg che regala al comune irpino un guinness dei primati. Il fungo non è tra i più pregiati. La stagione estiva infatti si caratterizza per la raccolta dei funghi neri più economici e più diffusi, ma Montella può comunque vantare un primato.
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Guardate che non é un tuber… Non scrivete stronzate …é una pietra fungaia….e non é nemmeno la più grande mai trovate…fate cattiva informazione lasciatelo fare ai micologi….INCOMPETENTI…