La crisi che ormai da anni vede i consorzi agrari al centro delle preoccupazioni del mondo agricolo sta per concludersi in maniera drammatica per gli ultimi lavoratori che fino ad oggi, sia pur con grande difficoltà, hanno tenuto accesa la fiammella della speranza di ridare al mondo agricolo uno strumento di aiuto sostanziale per affrontare la grande crisi che sta attanagliando gli agricoltori della provincia di Avellino. L’incontro che si è svolto questa mattina presso la sede dell’assessorato al lavoro, sollecitato dalle oo.ss. di categoria ha sortito un primo importante risultato: la convergenza nel compiere tutti i tentativi possibili per evitare che la procedura di mobilità attivata dal commissario liquidatore, Giovanni Tomo, peraltro imposta dalla mancata autorizzazione all’esercizio provvisorio, possa determinare la ulteriore perdita di posti di lavoro. Il secondo obiettivo è stato quello di condividere con il liquidatore la necessità di lavorare alla predisposizione di un nuovo piano industriale che rilanci il ruolo e la funzione del consorzio: tema propedeutico per poter chiedere al ministero di voler continuare ad investire su una struttura che da tanti anni ha rappresentato per il mondo rurale non solo un riferimento, ma anche una risposta alle molteplici difficoltà del mondo agricolo. L’assessore, facendo proprie tutte le preoccupazioni, ha inteso suggerire un percorso che rimetta al centro la funzione del consorzio agrario interprovinciale Avellino, Salerno e Napoli ricercando una nuova missione produttiva individuata anche modificando le tipologie di intervento ed ipotizzando l’impegno della struttura in settori diversi anche relativi all’area commerciale, come, per esempio, il settore della tutela e della creazione di comparti che possano accompagnare la valorizzazione di una agricoltura di qualità ma anche proporsi come momento aggregativi istituzionale di supporto ai consorzi di tutela, commercializzazione e stoccaggio, promozione e produzioni innovative applicabili nel campo delle nuove fonti di energia alternativa e delle valorizzazioni dei prodotti di nicchia. L’idea è quella di scommettere sul futuro partendo dal patrimonio che il consorzio ancora detiene, costituito da immobili e personale in grado di intercettare i bisogni del mondo rurale. Occorre un nuovo piano strategico che veda coinvolti più assessorati e che condividano un percorso di formazione al quale sottoporre il personale. Bisogna cioè attuare una strategia che dia al ministero la possibilità di intraprendere una nuova strada che salvi e dia al mondo agricolo una nuova opportunità per far rinascere i consorzi.
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