Consap Avellino a Varese per manifestare contro la manovra

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Anche la segreteria di Avellino aderisce alla grande manifestazione nazionale della Consap ed oggi sarà in piazza a Varese, “feudo” elettorale del ministro dell’interno Roberto Maroni, per protestare contro quelli che definiscono gli effetti “funesti” che avrà sulla sicurezza la recente manovra finanziaria correttiva del governo.
“Non ci riteniamo migliori o diversi dagli altri lavoratori italiani – dichiara il Segretario Generale Provinciale della Consap di Avellino Annunziata Rizieri – che come noi subiranno gli effetti, profondamente ingiusti, di alcune di quelle previsioni normative, ma appena pochi mesi fa, dopo una battaglia durata anni, il nostro comparto ha visto riconosciuta la nostra “specificità” professionale da questo stesso governo che, dopo averci rassicurato appena ieri che la crisi era passata e che ne stavamo uscendo, oggi ci sbatte in faccia che siamo in una crisi ancora peggiore e dobbiamo sacrificarci nuovamente. Ma noi – prosegue il rappresentante della Consap – non possiamo accettare ulteriori tagli alle nostre risorse, che sono già state falcidiate dai governi di centrosinistra ed ora di centrodestra, portandoci quasi al collasso. Con enormi sacrifici personali, spesso senza essere pagati delle lunghe e rischiose attività straordinarie, con mezzi inadeguati ed obsoleti, i poliziotti italiani continuano ad ottenere risultati eccezionali nella lotta alla criminalità organizzata, con la cattura di latitanti pericolosi e scaltrissimi. In queste occasioni i signori ministri fanno a gara per apparire in TV e vantarsi di questi arresti, profondendo grandi elogi alle donne ed agli uomini della Polizia di Stato, ma appena si spengono i riflettori e telecamere e quei complimenti andrebbero tramutati in provvedimenti concreti, sono colti dalla solita “amnesia temporanea” di chi ci governa. Qui non si vuole capire – insiste – che senza sicurezza non vi può essere alcuno sviluppo sociale ed economico, ed invece, tagliando stipendi, liquidazioni, carriere e fondi alle forze dell’ordine, umiliandone il sacrificio ed il senso dello Stato, si otterrà il risultato opposto, salvo che non si voglia proseguire sulla strada di quella che noi chiamiamo la “sicurezza fantasiosa”, affidata a tutti (ronde, sindaci, comitati ecc.) meno che a chi, di quella materia, è un professionista.
Così si fa morire la sicurezza e la Polizia di Stato – conclude il Segretario – per questo oggi andremo a casa del ministro Maroni, ed in tanti gli grideremo il nostro saluto ‘ave Maroni, morituri te salutant’”.

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