Congresso Pd, candidatura unitaria? In forno un altro “biscotto” ad Avellino

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Pasquale Manganiello – Un’altra farsa. Aleggia nell’aria, infatti, la possibilità di una candidatura unitaria al prossimo Congresso provinciale del Partito Democratico che dovrebbe tenersi a fine Marzo. Se l’ex senatore De Luca ha più volte gridato all’unità, sulle pagine online del Ciriaco arriva l’auspicio strampalato di Roberta Santaniello “che si riesca ad arrivare ad una candidatura unitaria”.

La fase precongressuale è cominciata ma l’aria che tira ci racconta di un “mettemose d’accordo” che lascia l’amaro in bocca ai tanti militanti che hanno sottoscritto nuovamente la tessera dopo un anno a dir poco travagliato, per usare un eufemismo.

Un accordo preventivo per il congresso non può che suscitare il dubbio che molti dei capibastone Pd vogliano riempire le caselle (una a te – una a me – quest’altra a te) in nome del “siamo tutti renziani”.

Un finto congresso, una finta discussione, una finta prospettiva. Un accordo trovato nelle segrete stanze.

Per Rosetta D’Amelio nella svolta renziana “permangono la cultura politica e le idee orgogliosamente di sinistra che mettono al centro i problemi delle fasce più deboli e della povertà”. D’Amelio bene ma non benissimo nell’interpretazione di quanto sta accadendo nella realtà italiana. Per quanto visto finora, Renzi sta alla Sinistra come un daspo sta agli ultras della curva. Famiglietti e Paris stanno attraversando una fase particolarmente anonima della vita politica provinciale: in tempi di scissione si sono scissi da se stessi. Torneranno, forse.

L’idea che nel bunker piuttosto opaco di Via Tagliamento si decida chi debba fare cosa, un “biscottone” caratterizzato da un impoverimento di idee e dall’assenza di uno straccio di programma, evidenzia un’estrema pochezza politica basata soltanto su posizionamenti, strategie e convenienze.

Il Pd, ridotto com’è, dopo le sonore batoste degli ultimi tempi dovrebbe aprirsi e non chiudersi, dovrebbe rischiare e non arroccarsi nella sicurezza delle poltrone.  Se il congresso unitario è davvero l’idea di rinnovamento inteso a realizzare un radicamento reale del partito e della sua comunità, presto si scinderanno anche P e D.