Confronto su abolizione province. Iannone: “È il teatrino di Renzi”

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Coro unanime al Circolo della Stampa di Avellino per dire no al decreto Svuota Province del Ministro Delrio.
Al tavolo dei lavori del convegno “Abolizione delle Province, la grande bugia”, Antonio Caputo, Carmine De Angelis, Raffaella Spiniello del Comitato Avellino Capoluogo, il commissario della Provincia di Avellino Raffaele Coppola e il presidente della Provincia di Salerno Antonio Iannone – quest’ultimo accompagnato da una folta delegazione di Fratelli d’Italia. Assenti giustificati Antonio Saitta – colto da un malore nella giornata di ieri – e Pietro Langella, presidente Upi Campania impegnato in una riunione del Governo ombra al quale si è unito, dopo il suo intervento, anche il Prof. Coppola.
“Il nostro obiettivo è aprire una riflessione verità – ha esordito Caputo – perché l’abolizione delle province porta con sé una serie di ripercussioni ingiustificate che si abbattono soprattutto sulle aree interne. Inoltre la Corte dei Conti ha già messo le mani avanti affermando che la legge così come è organizzata, difficilmente andrebbe a ridurre i costi, anzi non provocherebbe alcun vantaggio per l’erario”.
Insomma si tratterebbe di una grande bugia, frutto di una politica di facciata che preferisce tagliare laddove sussistono meno interessi personalistici. “Si è detto che bisogna tagliare e per fare qualcosa si è scelto di tagliare la prima cosa che capita – commenta Coppola – Bene o male le Province governate da parlamentari erano circa la metà, è chiaro che un Parlamento che deve cancellare qualcosa, cancella quel qualcosa che causa meno danno a se stesso. Il Senato e la Camera hanno dei doveri forti, ovvero quello di dare un segnale significativo: perché non tagliano i loro di costi? Si vuole mascherare un disinteresse nei confronti della popolazione con l’abrogazione delle province, noi dobbiamo scongiurare questo misfatto”. I dati forniti da De Angelis a margine del convegno hanno evidenziato come in realtà le Province incidano sulla spesa pubblica solo dell’ 1,27 per cento rispetto al 20,35 per cento delle Regioni. Da qui la soluzione individuata dal docente: “L’Italia è il Paese del municipalismo e delle Province, basterebbe abolire le Regioni che sono sopraggiunte in un secondo momento – e costano molto di più – costituendo 55 macro province con potere legislativo”. Ma al di là delle ripercussioni logiche della riforma Delrio, quelli evidenziati dal Prof. De Angelis sono stati gli aspetti incostituzionali: “Non appena il ddl svuota Province sarà approvato sarà messo subito in discussione perchè ha ripreso la forma del decreto Salva Italia che già aveva avuto il monito della Corte Costituzionale”.
I lavori sono terminati con l’intervento del Presidente della Provincia di Salerno. “Sono tre anni che si parla di abolizione delle Province e sono tre anni che noi presidenti di Provincia ci troviamo relegati in una condizione di asfissia finanziaria che rende impossibile garantire i servizi fondamentali ai cittadini che pagano tasse esose. Se si parla di riduzione della spesa, questi tagli andrebbero praticati innanzitutto in altri luoghi: come nei Ministeri o in Parlamento, in questo caso sì che si avrebbe un risparmio immediato senza nessuna ripercussione sulla vita dei cittadini”.
Nel mirino di Iannone, ovviamente il Premier Matteo Renzi: “Stiamo assistendo ad un becero teatrino di questo novello Messia, il quale dopo aver fatto per dieci anni il Presidente della Provincia di Firenze, carica sulla quale ha costruito la sua carriera e le sue fortune politiche afferma oggi che le province sono inutili, abitate da parassiti politici, forse ne parla alla luce della propria esperienza”. (di Rosa Iandiorio)

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