Confartigianato – Salasso tasse sull’energia: Avellino virtuosa

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In otto anni – dal 2000 al 2008 – le imposte applicate dalle province sui consumi di energia elettrica per usi industriali sono aumentate del +34,9%, con un costo, nel 2008, di 834 milioni di euro per le piccole imprese.
L’analisi di Confartigianato mette in luce una fiscalità locale sull’energia sempre più pesante, ma soprattutto iniqua: a pagare gli aumenti sono infatti soltanto le piccole imprese. I consumi delle grandi aziende sono invece esenti dall’addizionale.
L’addizionale è un’imposta che ‘pesa’ per il 6,2% sulla bolletta elettrica delle piccole imprese e il gettito che ne deriva è al terzo posto nella classifica dei tributi provinciali. Contribuisce infatti per il 15,6% al totale delle entrate tributarie delle province. Confartigianato ha rilevato che dal 2000 ad oggi si è quadruplicato il numero delle province che hanno applicato l’aliquota massima dell’addizionale: nel 2000 applicava l’aliquota minima il 75,7% delle province, mentre nel 2008 il rapporto si è invertito e il 72% delle province ha adottato l’aliquota massima.
In valori assoluti, le province dove si registra il maggior prelievo da addizionale sui consumi elettrici sono quelle della Lombardia con 153,2 milioni di euro (20,4% del totale), seguite da quelle del Veneto con 77,6 milioni di euro (10,3%), l’Emilia Romagna è terza con 75,9 milioni euro (10,1%), quarto il Lazio con 61 milioni di euro (8,1%).
Sono soltanto 21 le province ‘virtuose’ che dal 2000 ad oggi hanno mantenuto l’aliquota al livello minimo. Si tratta di Aosta, Avellino, Bari, Bolzano, Brescia, Firenze, Isernia, L’Aquila, Napoli, Nuoro, Padova, Prato, Reggio Calabria, Roma, Siena, Sondrio, Terni, Trento, Varese e Vibo Valentia.

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