Concorso nel mirino, via agli esami sul cellulare: la difesa contesta il sequestro

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Accertamenti sul telefonino del ventiseienne candidato ad un posto di vigile urbano ad Avellino sospettato di aver avuto le domande in anticipo contestati da parte della difesa del giovane indagato. Nel corso del conferimento degli esami (ai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino) per estrarre copia dei dati del cellulare sequestrato dai militari delle Fiamme Gialle lo scorso 11 gennaio, il penalista Gaetano Aufiero ha eccepito infatti la nullità degli atti che sono alla base del sequestro bis e di tutti gli esami conseguenti, compreso quello che riguarda il materiale acquisito o in corso di acquisizione dal dispositivo in uso al ventiseienne. Illegittimo ogni atto per la difesa, contrariamente a quanto invece sostengono gli inquirenti. Come e’ noto la difesa ha già depositato un esposto all’attenzione del Procuratore della Repubblica di Avellino per “mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice”. Il riferimento ovviamente è alla mancata esecuzione del dissequestro del telefono disposto da parte del Tribunale del Riesame per le misure reali di Avellino, che aveva accolto l’istanza di annullamento presentata dal difensore. Proprio questo ritardo nella restituzione del dispositivo mobile sarebbe stato stigmatizzato nell’esposto del penalista. Una valutazione che ora potrebbe essere riproposta in sede di discussione davanti ai magistrati del Tribunale del Riesame per le misure reali di Avellino. Intanto dall’esame sul telefono potrebbero esserci nuovi sviluppi e anche un quadro investigativo che potrebbe determinare nuove iscrizioni nel registro degli indagati. Sono tre infatti ad oggi gli indagati. Oltre al ventiseienne ci sono la presidente della Commissione del Concorso Filomena Smiraglia, dirigente comunale e uno dei commissari, il vicecomandante della Polizia Municipale di Avellino Domenico Sullo. I due nuovi iscritti nel registro degli indagati della Procura di Avellino nell’ambito dell’accertamento condotto dal pm Vincenzo Toscano sulla presunta “combine” nella prova orale della selezione che si sarebbe dovuta svolgere lo scorso undici gennaio, ma come è noto un “blitz” dei militari delle Fiamme Gialle del Nucleo Pef di Avellino, agli ordini del tenente colonnello Alessio Iannone, aveva bloccato tutto, visto che in quella occasione era stato identificato e sottoposto a perquizione personale e domiciliare il ventiseienne candidato Davide Mazza. Rispondono in concorso con il candidato già iscritto nel registro degli indagati di rivelazione di segreto d’ufficio, abuso in atti d’ufficio e falso. Secondo le ipotesi investigative Smiraglia e Sullo avrebbero rivelato la rosa di domande al candidato, che all’interno del cellulare avrebbe avuto anche le domande che erano state scelte dalla Commissione (verosimilmente redatte e scelte dai due componenti finiti nel mirino).