Concordato Picariello, condannato a cinque anni il commissario liquidatore

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AVELLINO- Condannato a cinque anni di reclusione per peculato Emilio Sandulli, classe 46, commissario liquidatore del Concordato Picariello. I giudici del Tribunale Collegiale di Avellino hanno emesso la sentenza per una vicenda relativa alla distrazione di somme dalla procedura e anche disposto l’interdizione perpetua dai pubblici uffici, nonché il divieto di contrattare con la pubblica amministratione per Sandulli. Condanna per l’imputato anche al risarcimento del danno, da liquidarsi in separata sede, una provvisionale immediatamante esecutiva di 148,270,00 euro. Il Tribunale ha anche disposto la confisca dalla somnma di 829 443 00 euro quale profitto del reato in forma diretta ovvero per equivalente. La Procura, il pm Giovanni Sodano, aveva chiesto la conferma dell’accusa di peculato. Secondo quanto ricostruito dalle indagini, nella sua qualità di pubblico ufficiale, ovvero di commissario liquidatore della procedura di concordato del 1989 pendente presso il Tribunale fallimentare di Avellino, in tempi diversi, avendo per ragione del suo ruolo la disponibilità delle somme di danaro ricavate dalla vendita dei cespiti immobiliari ed accreditate su conti e libretti di deposito a risparmio allo stesso intestati, si sarebbe appropriato della somma complessiva di € 829.443,00, calcolata sulla base della differenza tra 2.029.443,21 di euro corrispondente al ricavato dalla vendita dei cespiti immobiliari ed 1.200.000,00 euro corrispondente alle somme pagate ai creditori privilegiati, Banca della
Campania e Banco di Napoli, non risultando presente alcuna somma di danaro sui libretti e conti bancari ntestati alla procedura. Ad invocare la condanna anche la parte civile nominata dalla procedura fallimentare, il penalista Enrico Matarazzo. La difesa, il penalista Benedetto Vittorio De Maio aveva sempre escluso l’ipotesi del peculato ma piuttosto quella di un’appropriazione indebita, già caduta tra l’altro in prescrizione. Sulla vicenda, il magistrato che aveva coordinato le indagini, il sostituto procuratore Antonella Salvatore, aveva ottenuto anche un pronunciamento da parte della Cassazione, che aveva invece confermato come l’ipotesi di reato fosse quella di peculato. Ora si attendono le motivazioni della sentenza.