Concia, l’Unic a Bruxelles: “Se Europa ha un industria della moda lo deve alla conceria italiana”

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Si è tenuto il 2 dicembre a Bruxelles l’incontro “Industria conciaria italiana: leader in Europa e nel
mondo” tra conciatori ed europarlamentari italiani, promosso dagli onorevoli Antonio Tajani (Vice
Presidente Parlamento UE – FI) e Nicola Danti (Vice Presidente Commissione IMCO – PD),
organizzato da UNIC.

Antonio Tajani ha aperto la riunione ricordando l’importanza della concia italiana in Europa (65%) e
nel mondo (18%), vantandone la produzione e promettendo attenzione.

Ha riconosciuto il merito del lavoro svolto dal settore conciario nel superamento della crisi e ha ribadito i temi sui quali è necessario “… continuare ad essere coordinati: la lotta alla contraffazione, la sostenibilità ambientale e l’approvvigionamento delle materie prime” oltre al proseguimento della battaglia per il made in, a favore del quale ha dichiarato di “… poter contare sul sostegno anche delle opposizioni, tutte schierate a favore del provvedimento”.

L’azione politica per cui impegnarsi, ha insistito Tajani, non vuole rendere l’Europa protezionistica, ma fare in modo che si “… garantisca la competitività delle nostre imprese”.

L’appoggio alla categoria è stato confermato da Nicola Danti, promotore dell’indicazione geografica protetta ai prodotti non agricoli con possibili applicazioni alle produzioni distrettuali, recentemente approvata con voto favorevole dal Parlamento Europeo. Egli ha sottolineato l’importanza cruciale della battaglia sulla denominazione di origine, quale strumento per consentire all’Europa di continuare ad essere una “grande piattaforma produttiva di beni di qualità ed eccellenza”.

UNIC ha esposto le priorità della concia, in particolare: il libero accesso alla materia prima e la tutela del vero “made in Italy” perché, ha ribadito Salvatore Mercogliano, “… se l’Europa ha un’industria della moda e del lusso, lo deve, senza nessuna presunzione, alla conceria italiana”, rivendicando la difesa del made in quale valore aggiunto dei manufatti, soprattutto di alta gamma.

Sono intervenuti nel dibattito gli onorevoli Flavio Zanonato, che ha dichiarato di volersi impegnare per la difesa di un comparto dell’industria italiana che rappresenta altresì un’eccellenza europea; Isabella De Monte ha enfatizzato l’importanza della sensibilizzazione sui comportamenti di acquisto dei consumatori per renderli consapevoli del potere delle loro scelte sulle industrie produttive italiane; Patrizia Toia ha ribadito la necessità di una politica industriale europea che non sia difensiva ma sia capace di difendere la sua qualità, la sua produzione perché “un danno ai settori pregiati dell’Italia è un danno a tutta l’Europa”.

Carlo Corazza (Commissione UE – DG GROW) ha insistito sulla necessità di riaprire il dibattito sulla tutela dei termini vero cuoio e vera pelle con il maggior coordinamento possibile; anche gli esponenti della Rappresentanza Permanente italiana a Bruxelles si sono mostrati disponibili a collaborare.

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