Concertazione dal basso e qualità, chances di crescita per l’Irpinia

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Avellino – Piano territoriale, lo sviluppo passa per la concertazione a livello locale, facendo lavorare fianco a fianco categorie economiche e sindacati, parti sociali ed istituzioni. E’ quanto emerso dal seminario organizzato dal Centrosinistra Alternativo tenutosi in serata al Circolo della Stampa di Avellino. Un dibattito intenso, mirato a proporre indirizzi nuovi per il miglioramento qualitativo del sistema Irpinia, che ha visto la partecipazione di diversi esponenti del mondo politico-istituzionale della provincia di Avellino. Erano presenti al tavolo gli organizzatori del convegno Amalio Santoro, Giuseppe Moricola e Rosario Sommella; in sala tra i vari, anche Raffaele Anzalone, Angelo Giusto, Maurizio Petracca, Franco De Feo, Rosanna Repole, Rodoldo Salzarulo, Aniello Chieffo, Giandonato Giordano, Michele D’Ambrosio, Nicola Giordano, Costantino D’Argenio, Ugo Santinelli.

“E’ necessario che l’Ente Provincia riscopra quel ruolo di sintesi del territorio a lei deputato – ha riferito in apertura il consigliere di Palazzo Caracciolo Santoro – Ma bisogna fare attenzione perché il piano territoriale favorisce sì il protagonismo locale ma non può e non deve essere solo la sommatoria di tutte le esigenze del territorio. Non si può non avere uno sguardo più lungo che vada oltre i pilastri sui cui si basa il piano, ovvero gli Sts, soprattutto per le aree di confine dell’Irpinia. Se è vero che la nostra provincia si candida ad essere quel corridoio di collegamento Est-Ovest, non per questo può rappresentare solo una stazione di transito. La sfida vera è la qualità ed essere protagonisti di un tempo nuovo”.

“Gli indirizzi al piano – ha proseguito – avviati dalla De Simone e riproposti da Giuseppe De Mita, risultano altresì ancora vaghi in materia di energia, ambiente, commercio e mobilità. Parlare di questi temi significa anche ricostruire un tessuto connettivo che si sta via via lacerando”.

Sulla scorta della sua lunga esperienza maturata in sede regionale, Angelo Giusto ha ricostruito le tappe che hanno portato alla redazione dei piani territoriali di sviluppo negli anni passati, non lesinando critiche e spunti di riflessione. “La pianificazione non va fatta a prescindere – ha detto Giusto – la pianificazione va fatta se si ha una idea di comunità e di Regione. L’Irpinia è formata da tanti piccoli Comuni sempre più depauperati dal punto di vista economico; non c’è pertanto la condizione iniziale di ottimismo per partire con scelte strategiche che guardino al futuro. Proviamo, dunque, a ribaltare le vecchie logiche di pensiero e a non correre per arraffare quanti più fondi possibili. L’ex presidente della Giunta regionale, Bassolino, oltre alle evidenti carenze in materia di sanità e rifiuti, ha grandi responsabilità anche in questo senso. Cosa si è fatto di tutti gli investimenti che sono stati catapultati in Campania? Soltanto 5 grandi opere, di cui ben 4 solo a Napoli. Un grande piano di sviluppo e lavoro prevede il riassetto del territorio. Proviamo a ridisegnarci un ruolo di protagonismo sulle tante e preziose risorse ambientali dell’Irpinia”.

Al sindaco di Lioni, Rodolfo Salzarulo, il compito di sviscerare le problematiche delle mille realtà della provincia. “Manchiamo completamente di un progetto complessivo. Non esiste una filiera organizzativa che armonizzi il tutto con la ricerca e l’elargizione dei fondi”.

Diverse le direttrici prese ad esempio dalla fascia tricolore lionese: “Abbiamo il dovere di pianificare la crescita dell’Irpinia. In passato, gli amministratori hanno dovuto affrontare ostacoli notevoli, in particolar modo dal punto di vista legislativo. Parliamo di un territorio, quello irpino, dove, almeno nella parte orientale, assistiamo ad una lenta desertificazione sociale, proprio in quelle aree in cui insistono 5 degli 8 insediamenti industriali del post sisma. In aggiunta, i piani territoriali sono sempre stati ‘costretti’ in quella che è una irrazionalità normativa figlia di una errata omologazione urbanistica”.
Quindi la proposta di Salzarulo: “Mettere in qualità il nostro territorio, strade e connessioni, partendo da una mobilitazione dal basso. Non bastano più le forme plateali di protesta. Soltanto così riusciremo a riprenderci il nostro destino”.

Sul punto si è registrato anche l’intervento del segretario della Uil irpina, Franco De Feo, protagonista, con le altre sigle sindacali, del guanto di sfida lanciato alla politica locale. E De Feo, anche sull’onda polemiche che hanno accompagnato il dibattito istituzionale degli ultimi giorni, ha attaccato: “Da un mese e mezzo Sibilia e Galasso rifiutano il dialogo. Allora mettiamoci insieme per condividere la mission per lo sviluppo. Vogliamo costruire un progetto per rendere appetibile l’Irpinia attraverso le sue risorse ambientali, scongiurando la precarietà del lavoro e la desertificazione delle aree di confine. Tutto questo servirà ad attrarre e consolidare gli investimenti industriali e a dare risposte alla cittadinanza in termini di sviluppo e lavoro”.

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